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giovedì 15 dicembre 2011

"INTANTO" che aspetto di proseguire con le mie Minime storie...

... Faccio la fotografa al mercato coperto di Fermo, un luogo in cui sono entrata la prima volta, in analoga occasione, lo scorso anno. Soltanto che, l'anno scorso, non conoscevo l'anima di questa manifestazione chiamata "Intanto" non a caso. La struttura un tempo deputata al commercio al minuto di frutta, verdura, carne (di quest'ultima c'è traccia nella stanza-frigorifero ancora visibile e in un calendario dedicato al "Pollo Piceno" del 2006) oggi è vuota e in via di trasformazione. 
Da quel che ho capito, avrebbero dovuto abbatterla per farci dei parcheggi in più; invece qualcuno si è opposto e a tutt'oggi l'enorme stanzone è rimasto vuoto. Fino all'anno scorso, quando "il sindaco di piazza" e altre poche forze (leggi: la fondamentale signora in rosso Patrizia Di Ruscio) ha avuto un'idea: "intanto" che l'amministrazione comunale o chi per essa non avesse preso una decisione sul destino dello spazio, perché non organizzarvi dentro la prima collettiva di artisti & affini fermani giusto nel periodo natalizio? Detto fatto (E come no: ora che ci sono dentro, capisco che massacro dev'essere stato allestire tutto per tempo...). 
Ricordo il gelo che ho provato nella mezz'oretta in cui me ne sono rimasta impalata a guardare la performance di un'attrice il giorno dell'inaugurazione. Quest'anno, per ora, è ancora caldo, ma pare che giusto sabato, ossia all'apertura ufficiale, arriverà una bella perturbazione pre-vigilia.
Per farla breve, da oggi a sabato sarò impegnatissima a documentare il più possibile l'avvento della seconda edizione di "Intanto"... intanto, anch'io dovrò scegliere quali foto stampare e appendere nel pannello che mi è stato riservato... e che, temo, resterà vuoto fino all'ultimo minuto utile!
Del resto, volevo far parte delle mie "minime storie" da Fermo? 
Non credo che avrei potuto avere migliore occasione.
Eccovi il mercato coperto, vuoto come il mio pannello:

 E con le tracce della prima edizione della collettiva:
Bibi (il sindaco di piazza, per gli amici, s'intende) vorrebbe che questa fosse l'ultima edizione. L'ha dichiarato stamattina in conferenza stampa. L'intento, naturalmente provocatorio, era di spingere il Comune a dotare la città capoluogo di provincia (eh già: Fermo è provincia. Lo dico per i lettori non marchigiani) di uno spazio adeguato per mostre, collettive e personali. Di più: di un posto deputato all'arte, qualunque essa sia.
Un sogno troppo grande? Può essere. Sarà per questo motivo che mi piace un sacco.
... Corro a fotografare!

mercoledì 23 novembre 2011

Il sindaco di piazza

Se leggerà questo post, spero che mi faccia sapere le sue impressioni...
Bibi Iacopini è una persona di squisita gentilezza. Quando si perde dietro ai suoi ricordi, gli si accendono gli occhi e gli affiora un sorriso insieme aperto e malinconico.
Non si tratta, a mio avviso, solo di una sua caratteristica personale, bensì di una tonalità propria della città in cui è nato e cresciuto. Fermo, mi ha detto stamattina, è la sua "India", cioè, traduco io, il suo ventre materno e il suo orizzonte.
E Fermo "è", insieme, malinconica e sottilmente ridente, come i colori pallidi dei suoi palazzi e i visi all'apparenza schivi dei suoi abitanti, che si sciolgono, letteralmente, quando richiamano alla memoria le leggende vecchie di generazioni.
Originariamente, Bibi non era nel mio elenco dei fotografabili, benché viso e bottega artigiana - come chiama lui stesso la sua agenzia di pubblicità - mi fossero noti da tempo.
Il caso (chiamiamolo così) mi ha portato qualche giorno fa a bussargli. Intossicata da una spessa nube nicotinica, ne sono uscita carica di aneddoti zeppi di pathos immaginifico. Primo fra tutti, ho scoperto che lo chiamano "il sindaco di piazza". E' infatti merito suo e di pochi altri, pionieristici personaggi (detto in senso proprio: ossia di persone degne di attenzione) se a Fermo è nato a inizio anni Ottanta il mercatino estivo, tuttora appuntamento fisso dei giovedì di luglio e agosto per tutti gli estimatori di mobili antichi (o presunti tali), libri, fumetti, vestiti vintage e paccottiglia varia (tra gli habituè ci sono anch'io: quest'anno, poi, ho battuto tutti i record: non ho saltato neanche l'ultimo giovedì, il primo di settembre).
Quella nascita è arrivata dopo anni cruciali per la formazione del giovane Bibi, anni che ancora oggi rilucono nel suo sguardo. Sono d'accordo con lui che il primo giorno di sole (oggi sono andata a trovarlo sotto una pioggia ben più che malinconica, direi quasi ferale) lo chiamo per fotografarlo nella "sua" piazza.
Nel frattempo, eccovi qualche immagine del mercatino:



A presto, allora. E grazie.