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giovedì 17 ottobre 2013

Sul Selfpublishing e sul libro come opera collettiva

Detto da una persona che si è appena autoprodotta un libro, può sembrare alquanto strano. E invece, a legger bene, ho fatto esattamente come ha suggerito Michele Smargiassi sul suo blog Fotocrazia, per cui, sì, ora che ho letto il suo post che mi faceva tremare solo al titolo (Io ballo da solo), posso dirlo: ho utilizzato il workshop e i suggerimenti di Daniele Cinciripini e di Maria Loreta Pagnani in particolare (in seconda battuta anche quelli di Demetrio Mancini, che però non se l'è sentita di darmi una mano a far diventare il mio Che gatti un vero e proprio libro), per dare vita a una specie di film, fatto cioè di tanti coautori.
Se penso alla quantità di foto che avevo selezionato all'inizio del mio viaggio pre-editoriale, per esempio, comprendo quanto dice il giornalista de La Repubblica a proposito dei fotografi editori di se stessi. Sono assolutamente convinta del fatto che non possiamo saper fare tutto.
Io, per dire, di grafica non so quasi nulla, se non quello che ho imparato frequentando le redazioni e leggendo libri e giornali. Posso invece sentirmi sicura (mai del tutto: chi lo è in genere non ha molto da dare) di quello che scrivo e delle idee che passano sotto le mie dita, soprattutto quando scrivo e anche (molto meno: non sono una fotografa professionista) quando scatto.
Perciò bando alle chiacchiere e alle insicurezze: come già scritto nel precedente post, domenica mattina presenterò il mio libro durante il Festival del Selfpublishing di Senigallia e osserverò (lo spero proprio: altrimenti farò un monologo in solitaria, come i poeti di strada di Londra!) le reazioni di chi verrà ad ascoltarmi.
Resto infatti dell'idea che un lavoro nel quale abbiamo creduto (e non poco) vada comunque condiviso. E poi lo scrive anche Smargiassi: a volte l'autoproduzione permette di mettersi una buona volta in gioco, in barba ai frustranti "le faremo sapere" collezionati anche dai talenti eccezionali (e giuro: non sto parlando di me).
Giusto a inizio ottobre, tra l'altro, ho partecipato al workshop di Christian Caujolle sul mestiere del photoeditor, durante il Festival di Internazionale a Ferrara: l'ho scelto più che altro per la curiosità di sentir parlare uno dei più importanti professionisti del settore. Manco a farlo apposta, il critico francese ha citato la stessa fotografa di cui parla Smargiassi, ossia Cristina De Middel, autrice che si è fatta strada con l'autoproduzione, oggi stra-pagata grazie alle vendite via Amazon.
Insomma: non esiste un'unica via per chi abbia voglia, urgenza o semplice brama onanistica (rubo l'aggettivo usato dal giornalista nel suo post) di vedersi stampato.
Resta però vera la distinzione tra un prodotto destinato a circolare tra pochi intimi e un altro rivolto a un pubblico un pochino più ampio. Come e chi decide se qualcosa sia realizzato per il primo o per il secondo scopo non è sempre frutto di una precisa scelta dell'autore. Ci sono persone bravissime che non comprendono il valore di quello che fanno e altre così così che si buttano e magari hanno anche fortuna.
Venendo alla sottoscritta, ho voluto esplorare una nuova strada, tutto qua.
Indipendentemente da come andrà a finire, sono contenta di averlo fatto.
Perciò... ad maiora!
:-)

lunedì 24 giugno 2013

Che gatti... il booktrailer!


Ed eccolo qua, finalmente!
Sto parlando del booktrailer di "Che gatti", il libro nato, come chi mi segue sa, grazie al workshop sull'autoproduzione del libro fotografico organizzato lo scorso anno da Daniele Cinciripini e Demetrio Mancini.
All'inizio era solo un lavoro privato, in seguito si è trasformato in un progetto da condividere con un pubblico per il momento in buona parte ancora potenziale.
Dietro non c'è un editore, ma una tipografia (La Nuova Stampa di Offida, un bellissimo paese in provincia di Ascoli Piceno) e soprattutto il raffinato progetto grafico di Maria Loreta Pagnani (Elp design), la professionista che ho conosciuto durante gli incontri del workshop, che mi ha dato (e continua ancora) una notevole mano nel rendere il mio lavoro (sì, lo dico apertamente) un piccolo gioiello.
Si tratta di una storia, di quelle minime, come piacciono a me, lieve e insieme profonda, destinata a chi ama i gatti, ma in generale gli animali, i soli compagni di vita che non chiedono in fondo se non di essere amati (viziati!). Gli unici che possono farci stare meglio semplicemente guardandoli.
Ieri ho letto una mirabile pagina di Pastorale americana di Philip Roth, dedicata all'infanzia della piccola Merry, una dei protagonisti di questo capolavoro assoluto, prima che le piombasse addosso un triste e violento futuro.
Roth ne paragona la perfezione del piccolissimo corpo a quella dei felini, i piedini tondi, la postura morbida. Mi ha molto sorpreso. Come già ho scritto una volta, infatti, non ho mai pensato ai miei piccoli amici come a dei sostituti dei figli che non ho, bensì a degli alleati speciali nella vita.
Eppure, capisco che la tenerezza che i gatti suscitano in certi momenti possa ricordare la dolcezza dei primi anni, la nostra e quella dei piccini umani con cui abbiamo a che fare. Certe volte, lo ammetto, i nostri due quadrupedi, ma anche gli altri che incontro per strada o in casa d'altri, mi fanno pensare effettivamente ai miei nipoti. La perfezione è indubbiamente analoga. Poi, naturalmente, entrano in gioco altre questioni. Io con i gatti parlo, ma è piuttosto difficile che mi capiscano (fanno il comodo loro comunque!). I bambini, invece, beh, sono davvero straordinari.
Perché, quindi, comprare il mio libro? Per farsi un pochino di bene. Come? Soffermandosi sui singoli scatti, alcuni piccoli, altri su due pagine, e leggendo i brevi testi che scorrono lungo le 84 pagine che lo compongono, per conoscere un po' più da vicino questo magico, segretissimo, mondo (i miei gatti sono due asociali: non avreste alcuna possibilità di vederli, se mi veniste a trovare!) e forse per sapere qualcosa di più sui vostri gatti e su quelli dei vostri amici e delle ragioni che spingono noi umani a intrecciare relazioni più che stabili con creature così diverse da noi.
E' un piccolo libro sincero, fatto con cura e amore.
Grazie in anticipo a tutte le persone che lo vorranno nella loro libreria.
E grazie ai vostri amici felini, che di certo vi hanno spinto verso la calda copertina rossa e quelle teste addormentate.
:-)
Ad maiora!

sabato 25 maggio 2013

Che Gatti... dalla stampa digitale a una vera tipografia!!

Non so se s'era capito, ma io amo i gatti. I miei, innanzitutto, ma in generale tutti i felini. Sono stata perciò molto contenta di essere accolta ieri dall'ennesimo quattrozampe baffuto che transitava miagolando nel cortile antistante la tipografia "La Nuova Stampa" di Offida (Ap), che sta pubblicando proprio in queste ore le prime (aiuto!) mille copie di Che gatti, il libro nato grazie al workshop sull'autoproduzione del libro fotografico di Daniele Cinciripini e Demetrio Mancini, di cui ormai ricorre l'anniversario (e più!).
Lo confesso: ero, sono ancora, molto elettrizzata per quest'avventura che ha coinvolto anche Maria Loreta Pagnani, la grafica che ho conosciuto durante la fondamentale esperienza formativa, grazie alla quale, come ho ripetuto più volte anche su questo spazio, i miei scatti disordinati hanno preso una forma pulita e a mio avviso perfettamente adeguata allo spirito con cui avevo concepito il piccolo libro.
E adesso? Adesso comincia il bello, ossia la promozione, un mondo per me quasi del tutto oscuro, sia perché, di natura, non sono portata a farmi pubblicità (semmai vorrei nascondermi sotto le coperte come fanno i protagonisti del mio lavoro, gli adorati Bice e Nino, ogni volta che arriva un estraneo a turbare la loro privacy) sia perché so che sarà dura farsi largo in un mercato editoriale oberato di prodotti oltre che affannato da una crisi davvero epocale.
Comunque andrà, in ogni caso, so che ne è valsa la pena: non si può (almeno io non posso) vivere senza qualche idea creativa in testa e  senza quella tensione che te le fa mettere in pratica, profitto o non profitto materiale che possa derivarne.
Quindi? Grazie al gentilissimo Fabio della tipografia, per la pazienza con cui ha dato retta a tutte le nostre richieste, a Matteo per la sua professionalità (e per il comune amore per i felini) e agli altri tipografi che abbiamo visto all'opera. Grazie ancora a Maria Loreta per il puntiglioso lavoro di progettazione (e revisione!). Grazie a Maddalena Blandino per il supporto psicologico e pratico durante le prove colore (e in molte altre occasioni!). E, ovviamente, grazie ai miei mici (compreso il Bipede-gatto Paolo) e a quelli futuri che incontrerò (di sicuro!) nella mia vita.
Sotto alcuni momenti della stampa, compresi due brevissimi video:












 
Che cosa manca? Il solito ad maiora, naturalmente! In questo caso, più appropriato che mai!
Fatemi l'in bocca al lupo...

martedì 23 ottobre 2012

Il quadrotto "Che gatti"? Ancora in stand-by... per poco!

Che fine ha fatto il quadrotto? Immagino che nessuno dei miei pochi lettori se lo sia chiesto: semmai mi sbagliassi, ecco qui un piccolo aggiornamento.
Dopo essere andato in versione asciugata al Centro italiano della fotografia d'autore di Bibbiena, portato da Daniele Cinciripini insieme con gli altri esempi di libri autoprodotti, è tornato a essere una bozza nelle mani di Maria Loreta Pagnani, la grafica che ho conosciuto nelle giornate passate con Daniele & co a San Benedetto del Tronto. Ha infatti bisogno di una limatura finale.
Sì, perché avendo tolto molte immagini, è necessario rivedere tutto l'impaginato e prevedere - eventualmente - qualche altro testo. Purtroppo, però, Maria Loreta è molto indaffarata in questo periodo, ma confido nella sua capacità di recuperare il tempo perduto...
Nel frattempo, pubblico alcuni scatti nuovi che non faranno mai parte di Che gatti, ma che comunque ne incarnano lo spirito. Il primo (non memorabile) mostra quel gran casino di costumi del bipede Paolo, tirati fuori uno a uno da Nino, un esempio di gioco-teppismo che l'ha impegnato molto spesso la scorsa estate. Alla fine, sono diventati un morbido giaciglio per Bice...
Più avanti ho inserito lo stendino multi-funzione, utilizzato soprattutto dalla femmina per i consueti sonnellini su superficie dura, i suoi preferiti. Da un po' di tempo, peraltro, pure il maschio ha imparato a salirci sopra: se non lo sapete, anche i gatti copiano dagli altri, mica solo gli esseri umani.
Chiudo con un Nino poetico dietro la tenda vintage. Che poesia, eh?







Alla prossima!

venerdì 21 settembre 2012

Dopo lo scalpo, Daniele dice sì a "Che gatti"!

Alla fine Daniele ha detto sì!
Come promesso, Maria Loreta Pagnani, la grafica che ha curato l'impaginazione di Che gatti, è riuscita ad attuare le limature (altro che limature: è stato un vero e proprio scalpo delle fotografie originarie!) del nostro libro in tempo utile per la sua trasformazione in maquette da presentare a Bibbiena come esempio di possibile autoproduzione di libro fotografico.
E Daniele, che ora sta tornando dal Portogallo (a proposito: chissà come gli è andata!), ha dato l'ok alla nuova versione. In questo momento immagino che Maria Loreta sia alle prese con la stampa (anzi: le stampe, visto che la medesima gli darà anche il suo bellissimo lavoro composto di scatti presi con il suo I-phone) che gli consegnerà lungo la strada che lo condurrà in Toscana.
Il nostro rapporto creativo, però, non finisce con la maquette, ora dotata anche di una magnifica sovraccoperta. Mi resta infatti da riguardare i testi aggiungendo eventualmente qualche frase negli spazi bianchi lasciati dalla falciatura delle foto.
Ho comunque intenzione di non appesantirlo troppo con inutili parole. L'importante è che non siano ridondanti didascalie, ma solo un altro modo per conoscere il mondo di Bice e Nino e dei gatti in generale.
Ed eccovi la foto scelta per la copertina, che purtroppo non posso (forse perché non ne sono capace io...) pubblicare interamente:


Che cos'altro aggiungere? Indovinate un po'?
Ad maiora, ovviamente!

lunedì 10 settembre 2012

"Che gatti" a Bibbiena? Solo se lavoro per sottrazione!

Comunque vada a finire, l'esperienza di Print Yourself, il workshop sull'autoproduzione del libro fotografico ideato e condotto da Daniele Cinciripini e Demetrio Mancini, è stata bellissima e indimenticabile.
Adesso starà a me decidere se e cosa tagliare degli scatti mostrati ieri nell'ultimo (finale) incontro del ciclo di quattro partiti poche settimane dopo la grande nevicata di fine febbraio.
E se il tempo cronologico non sempre coincide con quello reale, in effetti a me sembra che siano trascorsi secoli dal primo approccio con la fotografia di Daniele e il suo metodo di insegnamento. Il merito (gliel'ho ripetuto anche ieri in auto) è di Demetrio, che ha pensato in calcio d'angolo d'invitarmi alla presentazione del workshop nella sede del Fotoclub di Fermo, lo stesso luogo (da me non proprio amatissimo, lo confesso... è troppo scomodo! Ma la scomodità spesso porta a una maggiore concentrazione, questo è certo!) in cui ho conosciuto Giovanni Marrozzini e la sua Itaca.
E adesso? Prima di tutto devo finire di rielaborare le emozioni della giornata di ieri e poi sì, buttarmi sulla bozza che ha portato alla Fondazione Libero Bizzarri di San Benedetto del Tronto Maria Loreta Pagnani, artefice del miracoloso passaggio dall'ossatura scarna e disordinata del libro a un progetto grafico vero e proprio. Buttarmi a fare che cosa?
A tagliarlo un po'. Se dipendesse da alcuni dei partecipanti (capeggiati, anzi, direi proprio istigati da Daniele. Si scherza, eh) un bel po'.
Su questo non potrò mai essere d'accordo, visto l'obiettivo finale del mio lavoro: produrre un libro, per l'appunto, non solo fotografico e soprattutto non rivolto solo a fotografi. Perché durante i lunghi mesi intercorsi dalla nascita di questo spazio in poi (un anno, stavolta anche in senso cronologico) ho preso coscienza della mia doppia anima: paroliera (scribacchina) e fotografa, nel senso di amante della comunicazione attraverso le immagini. E' sempre stato così, ma con il passare dei giorni la frattura è diventata sempre più evidente. Al punto che sul tema del doppio, a dirla tutta, potrei proprio farci un lavoro... fotografico? Può essere.
E insomma, finiamola qua.
Vi lascio con scatti sparsi della giornata di ieri, fatti con la macchinina compatta che, vi dirò, mi dà un senso di libertà pari - probabilmente - a quello che prova Maria Loreta con il suo i-phone:

Giorgio Stella e la fotografia pulita, rigorosa e bella

Daniele Cinciripini, Demetrio Mancini e Raul Baldancioni
discutono della maquette del libro di quest'ultimo intitolato Era mio nonno

La copertina del libro di Toto, alias la grande Antonella  Renzi

Sullo sfondo il secondo volume della collana ideata da Giorgio, in primo piano uno dei libri che ha ispirato Che gatti

Daniele e Maria Loreta Pagnani alle prese con il suo Nonnulla, il progetto individuale sul quale ha lavorato in questi mesi, che ha preso (assai) forma

Daniele, Maria Loreta, Gianluca Tappatà e Tiziana Dossi (in piedi alle loro spalle), autrice del volume rosso che si intravede in primo piano, dal titolo  Stronzo, ma figo! , ispirato dalle reazioni collettive alle sue foto

Primula e lo scotch in uno dei volumi di Maria Loreta

Patrizia Malizia, la mia personale musa marchigiana-giapponese, Toto e Giorgio

Demetrio e il silenzio carico di significati
Approfitto del mio blog per ringraziare tutti, anche gli assenti alla giornata di ieri, augurando buona vita a ognuno di loro.
E adesso sotto ad asciugare Che gatti, del resto ancora piuttosto indecifrabili persino per me, come si vede dallo scatto qui sotto:


E come al solito: ad maiora!

mercoledì 5 settembre 2012

Il librotto prende forma... e si prepara ad andare a Bibbiena con Daniele (forse...)!

A pochi giorni dall'ultimo incontro con Daniele Cinciripini, Maria Loreta sta compiendo gli ultimi ritocchi del nostro libro... quadrotto! Mi piaceva talmente tanto il suono di quest'ultima parola da cannarne completamente il significato. La bravissima (e felinamente attenta) curatrice del progetto grafico mi ha rinfrescato la memoria (sì, perché me l'aveva già detto, ma i mestieranti come me sono naturalmente pressappochisti) rispiegandomi che si tratta di un formato così poco rettangolare da sembrare quadrato.
E insomma, Che gatti va prendendo forma, dopo vari aggiustamenti e conversazioni fiume su skype... domenica, poi, Daniele ci dirà se gli garba o se dobbiamo ritoccarlo ancora un po' in vista della loro (di Daniele e del quadrotto!) partenza per il festival FotoConfronti, previsto sempre al Centro italiano della fotografia d'autore di Bibbiena il 22 e 23 settembre prossimi. Il fine che muove il nostro mentore verso l'incantevole borgo toscano è proprio la presentazione dei suoi workshop sull'autoproduzione del libro fotografico (il cosiddetto progetto Print Yourself), anche per mezzo di qualcuno dei lavori realizzati dai suoi allievi marchigiani.
L'intervento di Daniele è previsto alle 16.30 di sabato 22, ma il Festival è fatto anche di altri "micro-seminari" (uno è tenuto dal mio tutor del progetto Itaca, ossia Silvano Bicocchi, da me rivisto di recente a Sassoferrato... lo ringrazio ancora da qui per avermi fatto scoprire Piergiorgio Branzi. Accidenti che personaggio!), letture portfolio, workshop, presentazione di libri e l'inaugurazione della mostra fotografica "Incerti equilibri", dedicati ai giovani autori under 35 partecipanti alla Biennale di Bibbiena, detta (non a caso!) "Bibbiennale".
E insomma: beati quelli che andranno di nuovo (o per la prima volta) nel Casentino: io a questo giro passo... O meglio: mando (salvo bocciatura di Daniele!!) il quadrotto al posto mio e di Maria Loreta.
Eccovi qualche altro scatto del lavoro al rush finale:




Il primo fa parte del capitolo Sonnellini, il secondo di Facce e il terzo di Abitudini...
Sempre ammesso che Daniele non me le faccia togliere, dal momento che non le ha mai viste prima!!
A domenica la sentenza definitiva...
A domani, invece, il confronto finale con Maria Loreta nella bella cittadina di Senigallia.
Sperando che il sole torni a splendere... fuori oltre che dentro di noi!

venerdì 24 agosto 2012

Alle prese con una felina grigio-marroncina... maquette!

Lo so, non frequento più questo spazio da un sacco di tempo. Però ho le mie buone ragioni: prima di tutto il mare, fortunatamente a due passi da qui, e poi l'elaborazione della maquette, ossia la bozza finale del libro Che gatti con il prezioso e insostituibile supporto di Maria Loreta Pagnani
Originariamente, avevo chiesto aiuto a Demetrio Mancini, artefice con il grande Daniele Cinciripini, del workshop sull'autoproduzione del libro fotografico. Il primo, però, non se l'è sentita e già ai tempi del terzultimo incontro mi aveva indirizzato verso la nostra comune conoscenza. Credo che avesse ragione lui: un lavoro di questo tipo, a mio personalissimo parere, richiede una sensibilità più femminile, oltre che una maggiore abitudine (e aggiungerei attitudine) alla convivenza con gli animali. Maria Loreta, in realtà, ha una cagnolina (mi pare sia femmina anche lei), ma dal modo in cui ne parla e soprattutto dallo stile delle sue immagini (fantastiche, ve l'assicuro!) ho intuito che potesse essere la persona più adatta per questo che ormai io considero il nostro lavoro. 
Nell'ultimo mese, perciò, ho seguito la nascita della griglia con la quale sta impaginando una foto dopo l'altra e si può dire che siamo a buon punto. 
Com'è logico, non ho intenzione, in questa fase, di divulgare nulla di quanto va dipanandosi. Mi limiterò solo a  pubblicare qualche scatto dei nuovi:




L'ultima è stata scattata dal bipede Paolo con il telefonino ed è tra quelle (insieme con la colonna di patè subito sopra) che Maria Loreta deve ancora inserire... sempre ammesso che sia d'accordo!
Da oggi, in ogni caso, cercherò di ripassare da queste parti più spesso, a beneficio dei miei pochissimi fan... e soprattutto per stimolare la sottoscritta a darmi una mossa in vista dell'ultimo incontro con Daniele e gli altri il prossimo 9 settembre!
A presto... spero!

lunedì 25 giugno 2012

Ideazione felice... grazie alla cucina di Daniele!

Il momento clou della terza giornata trascorsa con Daniele Cinciripini, Demetrio Mancini e i superstiti di Print Yourself, il workshop sull'autoproduzione del libro fotografico arrivato quasi alla conclusione, è stata la tappa nella cucina del nostro mentore sambenedettese, reduce da varie, intensissime, esperienze. Tracce del karma felice, personale e professionale, che sta accompagnando l'artista (ebbene sì) marchigiano (ma con un'infanzia abruzzese: buon sangue non mente...) erano evidenti nelle ciotoline ricolme di cereali, nel piatto di ciliegie che poi ci ha offerto e da altri piccoli dettagli della distesa colazione che aveva consumato al mattino. La luce del tardo pomeriggio, poi, tingeva d'oro un po' tutto, comprese le nostre facce inconsciamente ben disposte a non andarsene mai più. Dovevamo in effetti trattenerci appena un po', giusto il necessario per visionare il libro di William Klein su New York, allo scopo di constatarne tutti insieme l'impaginazione ardita, e invece siamo rimasti in piedi, attorno al tavolo con gli avanzi della colazione, per un tempo senza tempo. Giusto alla fine, è venuta fuori un'informazione che non avevo colto durante le ore precedenti e cioè che chi riesce a terminare il proprio lavoro, giungendo alla realizzazione di almeno una copia del libro fotografico nato dai quattro incontri del workshop, potrebbe partecipare a una mostra collettiva. Un dettaglio davvero fondamentale, direi, non tanto perché sia convinta della (per ora solo immaginaria) validità di "Che gatti" (il titolo prescelto per il mio libro) quanto perché saperlo mi dà la spinta per portarlo a termine, qualunque sia il risultato finale.
E quindi grazie, Daniele, per averci accolto nella tua bella casa: sono convinta che un po' della felicità che vi circola si trasmetta anche ai tuoi (vostri) ospiti temporanei.
E ora: sotto con la fase finale di ideazione. Non dico di più in merito perché devo pensarci su un po' meglio.
Per ora vi lascio con qualche scatto che Catia Panciera (grazie mille, carissima!) ha fatto con la mia Nikon alla sottoscritta mentre guardavo con Daniele le foto del mio lavoro, permettendogli di ridurle di almeno la metà (com'è giusto che sia):






Nell'ultima foto si vede anche la copertina delle stra-viste (da me!) Minime storie, che ho portato in sola visione (ahimè) non avendo altre copie... che mi sono arrivate giusto stamattina!
E d'altra parte, comincio a non poterne più di vedermelo intorno... è tempo di passare ad altro.
Perciò avanti e, come sempre, ad maiora!

mercoledì 2 maggio 2012

Bice, Nino e il no di Daniele al romanticismo!

Ed eccomi di nuovo qua, svuotata e (abbastanza) determinata a portare a termine il mio prossimo lavoro interamente autoprodotto (ma magari con qualche dritta in più su come si impagina!).
Proprio poco fa mi è arrivata la mia copia di "Minime storie" reimpaginata da me su Blurb e, come prevedevo, la resa dei colori non è sempre ottimale. In ogni caso, voglio ringraziare nuovamente Maddalena Blandino per le cartine e per la copertina.
Di seguito, invece, ripubblico la selezione delle foto dei nostri "padroni di casa" operata da Daniele Cinciripini sabato scorso, al secondo incontro del workshop sull'autoproduzione del libro fotografico, stavolta tenutosi nei locali della Fondazione Libero Bizzarri di San Benedetto del Tronto (mi sono dimenticata di scriverlo nello scorso post, perciò lo faccio adesso):
















Il senso della selezione operata da Daniele? Parlare dei gatti e del loro rapporto con la casa e (al limite) con noi.
Si tratta di una fondamentale indicazione di percorso possibile, peraltro non obbligatoria.
Daniele ci ha tenuto a precisare, infatti, che devo, dobbiamo un po' tutti, sentirci liberi di scattare come ci piace. Anche se... anche se le foto troppo romantiche non vanno bene!
E io, a dire il vero, sono d'accordo con lui, se con questo aggettivo si intende una visione troppo zuccherosa dei nostri gatti.
Sinceramente, non credo di essere portata per gli eccessi di smancerie, ma, essendo totalmente soggiogata da Bice e Nino, potrebbe anche darsi che le pratichi senza accorgermene!
Staremo a vedere.
Per il momento, come sempre, ad maiora!