Visualizzazione post con etichetta Bice e Nino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bice e Nino. Mostra tutti i post

mercoledì 17 febbraio 2016

Auguri ai gatti e ai loro (sventurati) amici a due zampe

Stamattina, nell'inquietante operazione nostalgia cui siamo sottoposti noi poveri affiliati, Facebook mi ha ricordato la mia presentazione di Che gatti alla sala ragazzi della biblioteca Romolo Spezioli di Fermo, avvenuta esattamente due anni fa, in occasione dell'odierna Giornata internazionale del gatto.
Rammento con molto piacere quell'esperienza, l'unica con bambini così piccoli che mi sia mai capitata.

A loro non potevo certo dire che quando fai entrare un animale come il gatto nella tua vita, poi sei fregato per sempre. Naturalmente detto in senso buono (mmmh).
Ai miei quattrozampe ho dedicato più di un post e di una foto (quante foto!) per cui voglio farla corta.

Mi limito a ri-festeggiarli insieme con voi, svelandovi anche un piccolo segreto: sarebbe quasi quasi arrivato il momento di scrivere/fotografare un Che gatti/2, per aggiornarvi su come si sia modificata la strana alleanza tra i quadrupedi e i bipedi di cui ben sapete, a distanza di cinque anni.

La storia che ho impudicamente stampato parlava infatti degli inizi, mentre adesso siamo nel pieno di un rapporto, con tutti gli alti e bassi del caso. E a mio modestissimo parere, sono proprio questi alti e questi bassi che sarebbero interessanti da raccontare.

Ci sto pensando da un po', ma non mi decido per i motivi più diversi che ora non contano. Se lo farò, di certo ne saprete di più.

In ogni caso, lunga vita ai felini della mia e della vostra vita, amici cari.

E ricordate: comandano loro. Rassegniamoci.







martedì 3 novembre 2015

Effetto nuova casa sui quadrupedi... e i temi di mio nipote!

Non ditemelo, lo so: un blog che non viene aggiornato assiduamente equivale a non averlo. Del resto, chi vuole ti legge anche a distanza di mesi: su internet non scade mai nulla.
Perciò eccomi di nuovo qui.
Chi conosce il mio alter ego Madamatap, sa che ho comprato casa da poco. E chi conosce gli animali, in particolare i gatti, sa altrettanto quante storie facciano se si cambia loro l'ambiente di riferimento.
Ebbene: la prima settimana, diciamo le prime due, sono state disorientanti per la coppia di fratelli quadrupedi de facto.

Da allora, però, sono passati diversi mesi e oggi le cose vanno decisamente bene. A volte fin troppo bene.
Leggete i due testi che riporto qui sotto:





Scusate se non mi metto lì a tagliare la mano che regge i fogli (lo sapete: questo non è un blog aziendale). In tutti i modi, quel che vedete/leggete (forse!) sopra sono due dei tre temi che mio nipote J. ha dedicato ai gatti. Anzi: ai miei gatti.

In poche righe ha raccontato alla perfezione come sia andato avanti l'ambientamento di quei due, ma quando parla del giro dalla finestra del bagno verso la porta finestra della cucina e viceversa con tappa nella vaschetta sul balcone e poi via sulle piante, beh, sta raccontando una delle nuove, mal tollerate (da me) abitudini della gatta grigia.

Finalmente ho due balconi, sui quali ho deciso di mettere qualche piantina. Bene: Bice la pirata ha subito provveduto a battezzarle, mordicchiandone le foglie e saltandoci proprio a piè (zampe) pari.
L'altro, il marroncino che a mio nipote evidentemente sembra grigio (la femmina è dominante in tutte le razze, figuriamoci nella felina), è quello che si maschera da cuscino sbagliando la posizione nel letto.

E insomma: la casa è di loro gradimento.
Sotto quattro scatti con il cellulare (non sono una fotografa, mi posso permettere di usare tutti i mezzi che mi pare) che lo attestano:






Non c'è bisogno di essere esperti psicologi felininici (un neologismo voluto, eh) per capire quanto differiscano le personalità di questi due.
Che cosa li accomuna, qualcuno potrebbe chiedersi?
A occhio nulla, forse solo l'essere i veri padroni di casa.
Ma pensa tu.

Se non ci fossero, comunque, bisognerebbe inventarli.
Grazie a J. per i suoi temi. Ah, a proposito: leggete l'ultimo, il più bello in assoluto, nel quale il mio magnifico nipote presenta due punti di vista, uno oggettivo e uno soggettivo, sul gatto.
Buona lettura!


giovedì 11 dicembre 2014

Che gatti, un bel regalo per Natale! What Cats: a beautiful gift for Christmas!




So bene di essere la negazione del marketing - I know that I'm not able to sell anything;

ma, con il Natale alle porte, un piccolo appello va fatto. - but, becoming Christmas, it's just necessary to try.

Voi che amate i gatti, le piccole storie e la fotografia - you, who love cats, little stories and photography,

date un'occhiata al mio libro - take a look to my book

e pensate se non possa essere il giusto regalo per qualcuno che la pensa come voi -
and think if it couldn't be the right gift for someone who thinks as you do;

o, meglio ancora, se non possa essere l'idea migliore per far scoprire ai vostri amici più cari un mondo nuovo - or, better more, if it is not the best idea to let your best friends discover a new world;

fatto di zampe, musi e baffi - made of paws, muzzles and whiskers;

pronti a dare loro allegria e leggerezza - ready to give them happiness and lightness.

Vi ho convinto? - Have I persuaded you?

Allora non vi resta che cliccare su Che gattiSo, you just need to tap on What Cats.


And Merry Christmas to you all!


^ ^  ^^ 



lunedì 10 novembre 2014

An ebook dedicated to cat-addicted people... like you and me!




I don't know if my What Cats is becoming a best seller on the online market (how I exaggerate!), but the most important thing is to have realized the finished product.


Look at the pictures above: they are three screen shots of my book.
I received them from the Conversa's graphic designer, a young (I suppose) lady who helped me to transform my Italian printed book in an English electronic one.

I'm really proud of this, friends.
I'm absolutely persuaded that it could be loved by other cat-addicted people like me.

Why am I so sure?
Because I made it with much care, as it's necessary to do.

Moreover, people who are fond of cats are generally very demanding, exactly as cats are!
They would prefer that you talk about their pets, for example, but they could appreciate yours if they are similar to theirs, in some aspects.

My story is, of course, only mine, as every story is.
But it's also universal, because it tells about the birth of a friendship; that is what there is between a man and his pet.
I've chosen to narrate this story through pictures and words, because I believe in the absolute beauty of cats.
Think of the hundred of authors who have spoken of their pets (dogs, too, of course). I bet that the reason behind this huge number is the same as mine.

All of us want to celebrate this special bond between human beings and animals, perhaps hoping to teach others to love pets in the same way.

Because if you love a pet, your life is better

Trust in me, friends, and start to smile at the poor vagabond felines you meet across your street... and buy my book, please! ;-)

giovedì 23 ottobre 2014

What Cats, an ebook dedicated to anyone who love cats. Even when they don't love us!



Charles Baudelaire said that God has created cats to give us the opportunity to caress a lion (or a tiger, maybe, but it's definitely the same).
I agree with him: whoever loves a cat, knows how hard it is to be equally beloved by him or her (I refuse to give to my cats the neutral gender...).

We who love cats, need them, not only the ones who live with us, but also those we meet by chance, just around the corner from our street.

And I've understood another thing: the more I know my cats, the more I'd like to know yours.
That's the deepest reason which pushed me to create my book entitled, What Cats.
Some of you, maybe, know the Italian printed version of it, consisting of pictures and words taken and written by myself. The English one is a bit different, because I've enriched it with some funny (I hope so!) video clips and photo galleries.

If you want to discover more details about my book, write to me, please... Or, if you are already sure you could like it, click here: Ultima books or Amazon.

In any case, the most important thing for me is that you enjoy your experience, watching and reading my story.
Which is exclusively mine, I know, but it's so similar to the other stories telling about this so fascinating kind of friendship.
I'm talking about the friendship between us, limited human beings, and them, adorable short-sized feline kings and queens, with or without pedigree.

Thank you all. 

mercoledì 14 maggio 2014

Che gatti al #Mercatinogiapponese del Black Out: bellissima esperienza!

Avrei voluto scrivere prontamente una cronaca ancora più dettagliata sulla mia presenza al Mercatino giapponese del Black Out di Roma, ma chi mi conosce personalmente sa che in questo momento ho altre priorità.
In tutti i modi, è stata una bellissima esperienza.

Ho conosciuto, anche se solo marginalmente certo, il mondo degli appassionati del Giappone, dei Manga e dei Cosplay. E dei gatti da cartoon.
Non potete immaginare, voi che come me non sapete nulla o quasi di questo mondo (i manga addicted ovviamente sono esclusi) quanto merchandising in Japanese style ricorra alla creatura felina imprimendola sulla più svariata tipologia di prodotti.

Ho visto portachiavi, magliette, borse, tazze, orecchini, porta-tabacchi e molto altro ancora a tema gattesco. Il mio libro, perciò, era assolutamente adeguato all'atmosfera.
Benché di giapponese, obiettivamente, abbia sì lo spirito, ma non le origini.

Chi lo ha comprato (o lo comprerà) si accorgerà che nella bibliografia finale ho citato il fondamentale Io sono un gatto di Natsume Soseki che mi ha dato vari spunti per l'impostazione generale e per le frasi che ho scritto in aggiunta alle foto.

Importante lettura è stata anche Lo Zen del gatto di Ludovica Scarpa, che però è italiana come me (anche se dotata, fortuna sua, di uno spirito internazionale assai maggiore).
Soprattutto molto importante è il mio sostrato di amante dei cartoni animati di Myazaki e in generale dei fumetti che ha determinato la stessa struttura del piccolo omaggio ai miei quattrozampe e a quelli che avete già incrociato o che spero presto incrocerete nel vostro cammino (mi autocito, e vabbè).

Ho potuto spiegarlo a più di una persona che mi è venuta a trovare ed è sempre un grande privilegio avere occasioni del genere. Ho intrecciato brevi e curiose conversazioni e so che, un pochino, ho lasciato la mia impronta.
Grazie, dunque, a tutti.

In particolare voglio ringraziare Stefan Pollak, il mio cognato italo-tedesco, che mi ha prestato il prototipo di una struttura in bambù per allestire in un modo decisamente originale (oltre che vagamente sol-levantino) il mio banchetto. Grazie anche per avermi fornito di quest'ultimo e per avermi aiutato a trasportarlo, montarlo e rivestirlo con una carta dello stesso (incredibile!) punto di rosso della copertina di Che gatti. Grazie anche agli amici sanlorenzini suoi e di mia sorella per lo spirito comunitario che hanno messo pure a mia disposizione.

Grazie, poi, alle mie vicine di destra di mercatino, ossia Beatrice ed Elisa che mi hanno prestato la lampada e mi hanno raccontato un po' di loro stesse (siete due ragazze molto in gamba: ve la caverete).

Grazie a Tiziano e al suo amico di banco, sulla mia destra, per la vostra stravagante simpatia e per l'essenziale ruolo di baby sitter.
Grazie a Kayo per la perfetta organizzazione del Mercatino e ai ragazzi da cui ho comprato ben due portachiavi a forma di gatto (crepi l'avarizia!) per l'ottimismo che sono riusciti a trasmettermi.

La prossima volta, chissà quando, tornerò solo nelle vesti di visitatrice, così avrò tempo per soffermarmi meglio su ogni singolo banco. Chi fa le cose con passione si vede. E lì era pieno di gente così.
Ad maiora a tutti (anche con il portafortuna che riproduco sotto. Anzi: chissà come si dice in lingua nipponica il mio motto preferito)!

 

 



 


martedì 6 maggio 2014

#Chegatti al Mercatino giapponese del Black Out a Roma: vi aspetto!

Da qualche giorno sto leggendo La storia infinita di Michael Ende. Sono arrivata al punto in cui, se ho capito bene, finisce il film che ne hanno tratto nel 1984.
Ricordo di averlo visto, ai tempi, ma in maniera molto vaga.
Cominciavo già a trasformarmi in un'adolescente e a quell'età, di solito, si diventa (fintamente) scettici verso le favole.

Capita di riscoprire il bambino che è in noi solo dopo che si è diventati genitori. O tutt'al più coinquilini di quattrozampe.
Senza neanche rendersene conto, infatti, chi si accosta alle piccole creature che a un certo punto entrano nelle nostre vite, finisce per passare molto tempo a osservarle.
La contemplazione è un'attività molto amata dai bambini, se ci pensate, ma più ci facciamo sommergere dagli impegni, meno la esercitiamo, diventando grandi.

L'ho scritto nel mio libro, del resto: soffermarsi su naso, zampe, sfumature della pelliccia e sugli occhi dei nostri mici (ma anche cani, canarini, tartarughe etc etc) esercita su noi umani un grande fascino ed è anche un ottimo anti-stress.
Certe volte ce ne scordiamo, pur amandoli tantissimo, ma la verità, in fondo semplice, di una constatazione del genere torna a imporsi con forza ogni volta che affrontiamo un periodo più duro.

Quante volte, voglio dire, dopo la più orrida e pesante delle giornate, vi sarà capitato di ritrovarvi seduti per terra a tirare la pallina al vostro animale, sentendovene immediatamente e naturalmente ristorati?
A me capita spesso, ultimamente. E mi succede anche un'altra cosa: li stringo con più forza a me, li accarezzo con attenzione, appoggiando la testa sui loro corpicini per sentirne il calore e le eventuali fusa.

Li sfrutto un po', forse, ma cercando di non farmene troppo accorgere.
Poi guardo Bice la grigia e capisco che anche lei fa lo stesso con noi, quando ci costringe a sederci e a tenerla in grembo per il massaggio quotidiano, e mi viene da ridere.

Prendete la foto che le ha scattato il Bipede Paolo che pubblico qui sotto:



Non sembra anche a voi che vi dica: "embè che vuoi?".
A mio modestissimo avviso, nello sguardo di questa micina indomabile c'è tutta l'essenza del felino. Di più: c'è la sua "bicità", che è qualcosa di ancora più specifico.

Tutti i gatti (e i cani, i canarini, le tartarughe etc etc) posseggono una loro unica personalità, quindi tranquilli: anche voi starete accumulando scatti e momenti topici in cui avrete riconosciuto la "fidità" del vostro Fido e la "fufità" del vostro Fufi.

L'unica differenza tra voi (almeno: alcuni di voi) e me è che io l'ho messo nero su bianco, con foto e parole, e, sì, sono orgogliosa di averlo fatto, perché più passa il tempo, più capisco quanto sia stato importante fissare l'inizio della indimenticabile amicizia tra noi poveri Bipedi e i nostri preziosi quattrozampe.

Anche Nino ha la sua "ninità", ovviamente, ma per scoprirla conviene che sfogliate il mio libro.
Sarò lietissima di mostrarlo, per dire, a chi verrà a visitare il Mercatino giapponese del Black Out a Roma, in via Casilina 713, domenica 11 maggio, a partire dalle 10.
Abbiate pazienza se doveste trovarmi stanca e se, soprattutto le prime ore, avrò pure io una faccia da "embè che vuoi?".

Se però mi parlerete dei vostri mici e mi mostrerete le loro foto, di sicuro mi aiuterete a sentirmi meglio.
Ci state?
Vi aspetto!

martedì 25 febbraio 2014

Gatti e bambini, che creature speciali!

Peccato non poter utilizzare le riprese che mi ha generosamente dedicato il Bipede Paolo durante la presentazione di Che gatti allo Spazio Ragazzi della Biblioteca Romolo Spezioli di Fermo, lo scorso 17 febbraio. Non potevamo filmare i bambini che mi hanno ascoltata, così il paziente (con me) compagno di vita si è tenuto stretto sulla mia faccia... Potrei, certo, trasformare le mie chiacchiere in mp3, ma non mi pare il caso di perderci troppo tempo.

Quel che avevo da dire, in fondo, l'ho detto già nel libro e negli scatti e qualche parola che continuo giorno per giorno a dedicare a Bice e Nino.
Sì: ai bambini ho rivelato anche i loro nomi, a differenza di quanto faccio in genere quando parlo con gli adulti, potenziali acquirenti che tento di blandire con qualche sciocco trucchetto da piazzista... Con loro, invece, volevo essere fino in fondo aperta e disponibile, un comportamento che dovremmo sempre adottare con personcine così speciali.

E ho fatto proprio bene. Guardate gli scatti sotto:





Si tratta di tre disegni realizzati dai piccoli ospiti del pomeriggio dedicato alla celebrazione dei nostri amici pelosi e miagolanti.

Sono rimasta più di qualche minuto ad aggirarmi tra i mini-tavoli dove i bambini lavoravano ai loro ritratti, soffermandomi a osservare con quale concentrazione li colorassero.

E' stata, per me, la parte più bella dell'incontro, sia perché ho potuto finalmente rilassarmi sia per la piacevolezza di essere stata finalmente a contatto con l'essenza stessa della vita.

Dal mio personalissimo punto di vista di non-madre, i bambini e gli animali sono quanto di più miracoloso ci sia al mondo.

Non mi resta perciò che ringraziare ancora una volta la Biblioteca di Fermo e in particolare la bravissima Raffaella Ramini, una forza della natura molto più felina di quanto lei stessa possa credere.

Soprattutto, grazie ai piccini, con e senza coda. Per quello che sanno darci, spesso senza pretendere se non giusto un po' d'amore. E di crocchette di alta gamma.


 
 

domenica 16 febbraio 2014

Io esperta di lingua "gattese"? Diciamo "upper intermediate"!

Il grande giorno della presentazione del mio libro per i bambini di Fermo e dintorni allo spazio ragazzi della biblioteca cittadina è ormai alle porte. E, come sempre, prima di un evento da me molto atteso, avverto dentro di me sentimenti contrastanti.
Diciamo meglio: sono un tantino agitata, ma anche contenta (elettrizzata, direi!) dell'opportunità che mi è stata data.

E però... le gentilissime bibliotecarie mi hanno presentata come un'esperta di lingua "gattese". Sarà che (forse) alcune di loro non conoscono bene il mondo felino, per cui una che addirittura ha realizzato un libro fotografico apparirà assai più scafata di quanto le medesime non si sentano, eppure devo confessarlo, almeno qui sul mio personalissimo spazio.

Anche se vado a scuola di "gattese" dai miei lontani (sigh) diciassette anni, non sono ancora riuscita a padroneggiarla davvero.
Metto le mani avanti, è evidente, ma lo faccio a buon diritto (giuro che non è colpa della strizza da incontro con il pubblico).

Chi ha avuto a che fare con più di un gatto lo sa: non ne esiste uno uguale a un altro.
E anche se sembra che facciano tutti più o meno le stesse cose (tipo leccarsi, dormire quattordici ore al giorno, fare le fusa - di tanto in tanto - sgraffignare qualche prelibatezza non conforme alla loro dieta, inseguire palline e/o altri oggetti, etc etc), vi posso assicurare che nessuno sarà mai identico a un altro. Simile, forse. Ma mai uguale.

In fondo, se ci pensate bene, succede lo stesso con le altre lingue che tentiamo di imparare. Lo posso dire doppiamente a buon diritto io che ho ripreso a studiare inglese da un anno a questa parte e mi sono ritrovata giusto da poco allo stesso livello che avevo raggiunto anni e anni fa: l'upper intermediate.

Sapete perché? Perché anche se le regole sono sempre quelle, la pronuncia, tutto sommato, pure, la lingua è una cosa viva, come i gatti, ossia cambia ogni giorno ed è impossibile coglierne l'essenza più vera se non ci si lascia andare a una rilassata e arrendevole osservazione.

Ed è esattamente questo il comportamento che bisogna adottare con i gatti.
Se avete l'ambizione di capirli, in altri termini, è inutile che vi sforziate. Prima o poi saranno loro a spiegarvi che cosa volevano dirvi.
Certo, un po' di grammatica è necessaria: cioè a dire, dovrete almeno tentare di distinguere i diversi tipi di miagolii.

C'è quello acuto pre-pappa, quello lagnoso pro-coccole e quello secco per-piacere-lasciami-in-pace.
Le modulazioni dei miao, in verità, non sono finite qua: se penso alla gatta nera, la regina Vicky di mia suocera, per dire, ne dovrei aggiungere molte altre.

Per non parlare, poi, del loro, diverso, diversissimo, modo di giocare.
Come ho scritto (e fotografato), prima del nostro maschio caffellatte non avevo mai visto un gatto che fa la zuppa con i suoi giochini per facilitarne lo smembramento.
Il nostro amatissimo Sancho, per dire, le inseguiva (e le perdeva: in questo tutti i gatti sono uguali) felicissimo, ma mai che me ne abbia riportata una. Lo fa invece, almeno ogni tanto, il nostro "Picciotto" (sui nomignoli che si danno accanto ai nomi ufficiali bisognerebbe aprire un capitolo a parte), ma non come uno scodinzolante cane da riporto, bensì come un campione di basket impegnato in un assist.

La grigia, invece, non sa proprio giocare e le poche volte che ci prova fa una tenerezza infinita: è nata in campagna, lei, sai che cosa gliene importa dei giochini artificiali.
Ma quando entra una mosca in casa, invece, fa dei salti e quegli urli di guerra molto diffusi tra i suoi simili che ci fanno sempre molto ridere.

Poi, però, neanche fosse Dottoressa Jekyll, dopo le più vivaci scorribande nelle vesti di Miss Hyde, finisce per piazzarcisi in grembo pretendendo di impastarci la pancia.
Il maschio mica lo fa?

Potrei andare avanti ancora per ore, ma non mi pare il caso.
Soprattutto, non potrò ammorbare troppo a lungo i piccolini che domani mi vedranno di persona: cercherò di essere il più sintetica possibile, perché, in fondo, quel che conta è dare loro i rudimenti di questa misteriosa e in qualche misura inafferrabile lingua.

Sono anzi sicura che i loro disegni conterranno più di un segreto che non sono riuscita ancora a cogliere.
E vedrete che impareranno il gattese molto più in fretta di quanto non abbia fatto io!

A proposito delle mie evidenti lacune, anzi, date un'occhiata alla foto sotto (scattata giusto oggi) e ditemi se non ho ragione a sentirmi un po' disorientata:


Chi sarà mai questa strana creatura con le orecchie a punta e il muso da faina?
Ogni tanto, lo ammetto, qualche dubbio ce l'ho.

A sciogliermene molti, per fortuna, interviene non di rado il Bipede Paolo, il fumatore di pipa che accoglie molto spesso la grigia sulle sue gambe, che sembra saperne una più dei baffi di entrambi i nostri mici.

E in definitiva, importa poi molto stabilire se sono davvero un'esperta di gattese?
Quel che conta è la sincerità con la quale sto cercando di trasmettere le mie lacunose conoscenze. Soprattutto il senso di benessere che sono in grado di procurare questi piccoli quattrozampe a chi li accoglie nella propria famiglia.

Spero che il messaggio arrivi forte e chiaro: e se proprio non potranno adottarne uno, almeno per il momento, mi auguro che imparino a rispettarli e ad amarli.
E un domani, chi lo sa...

giovedì 30 gennaio 2014

Ostra Vetere festeggia i giorni della Merla... con il "Segreto del tempo"!

C'erano una volta mamma merla e relativi pulcini candidi come la neve. Quei giorni di fine gennaio faceva un freddo talmente becco da costringerli a riparare in un comignolo. Inevitabilmente le piume lattescenti si macchiarono tutte di fuliggine... Per sempre. Lo dice la leggenda sui giorni della merla, ossia proprio quelli che stiamo vivendo adesso, attorno ai quali è nata, sedici anni fa, Montenovo in Festa, prevista da domani, 31 gennaio, al 2 febbraio prossimi, nel centro storico di Ostra Vetere, in provincia di Ancona.
La manifestazione è ricca di appuntamenti soprattutto di natura enogastronomica, ma anche... e qui arriva il bello, di una mostra fotografica speciale!

Sto parlando del Segreto del tempo, ebbene sì, la mostra realizzata in tandem da Maria Loreta Pagnani, che ad Ostra Vetere abita, e la sottoscritta, che domattina prenderà il treno per Senigallia, per aiutarla ad allestire... e per farsi mangiare i polpacci dal suo cane Charlie!

Se volete saperne di più, sulla festa e sulla nostra mostra, date un'occhiata al programma che riporto qui sotto (cliccateci sopra per ingrandirlo ulteriormente):


Giacché ci sono, naturalmente, porterò con me anche qualche copia di Che gatti: quindi, se ci fosse qualcuno interessato ad acquistarlo, fate un salto da noi (per capire dove siamo precisamente guardate bene la cartina), e magari portatemi anche un bel bicchiere di vino rosso!
Vi ricompenserò con uno sconticino! ;-)
Vi aspettiamo!
Dimenticavo, già: ad maiora!

sabato 21 dicembre 2013

Da INTANTO a ELP DESIGN, che grafica di classe!

A distanza di una settimana dall'apertura di INTANTO, il mercato coperto degli artisti di Fermo, ho ricevuto una graditissima sorpresa da parte della mia coinquilina di allestimento, nonché valente grafica.
Sto parlando naturalmente di Maria Loreta Pagnani, scesa appositamente, lo scorso sabato, nelle Marche basse (o sporche, mi pare che si dica) per partecipare alla collettiva natalizia che ormai fa parte anche della sua storia personale e artistica.

Oltre che inconsapevolmente felina (è merito suo se Che gatti è diventato un libro di raffinata fattura), la nostra eroina nativa di Sassoferrato ma cresciuta ad Arcevia e oggi residente a Ostra Vetere, è pure molto precisa e organizzata.
Guardate infatti l'homepage di Elp design, il suo studio grafico, e mi darete ragione.
Ma stavo parlando di una sua sorpresa, già.
Cliccate dal suo sito su INTANTO e capirete  meglio... qui mi limito solo a osservare che il Bipede Paolo è molto fotogenico!

Poi guardate sotto gli altri scatti:



In fondo, dietro questa tizia con il cappello rosso e la borsa pendant (ma chi sarà mai?), potete vedere il nostro spazio, profilato del colore natalizio per eccellenza.
Ovviamente, l'idea di ornarlo così è stata sua, ma io, orgogliosamente, rivendico di essere l'autrice dell'acquisto del rotolo di ben 100 metri di nastro che ho scovato in una cartoleria di Porto San Giorgio, dopo una mattinata ansiogena alla ricerca della cancelleria mancante per tenere su le nostre venti scatole.

E insomma, che altro posso dire?
Grazie per averci reso doppiamente modelli (nella precedente versione del suo sito c'ero io vicino al pesce di stoffa che Maria Loreta ha esposto ad Ancona in una mostra davvero carina dedicata alla creatura con le branchie che popola, si spera ancora a lungo, il nostro mare-lago).

Infine un'ultima battuta.
Se potete, venite a vedere il nostro allestimento: freddo a parte, ve lo garantisco, fa la sua bella figura.
:-)
Buon Natale... e ad maiora!

martedì 19 novembre 2013

Dedicato a Doris Lessing (e non solo a lei), speciale come i suoi amati gatti

Impossibile non conoscere Doris Lessing almeno di nome. Però devo essere sincera: prima di Gatti molto speciali non avevo ancora mai avuto la curiosità di aprire un suo libro. Ho intenzione di recuperare presto il tempo perduto, soprattutto perché finalmente adesso potrei leggerla direttamente in inglese. La quasi certezza di riuscire a comprenderla nella sua lingua ce l'ho, peraltro, solo da ieri, quando mi sono decisa ad aprire Hateship, friendship, courtship, loveship, marriage di Alice Munro, la magnifica scrittrice canadese da poco insignita dello stesso premio attribuito alla Lessing nel 2007.
Se ho rimandato fino ad ora la lettura delle opere di Doris, è forse perché, inconsciamente, mi pareva già di conoscerla. La scoperta mi ha colta solo oggi, per la precisione giusto qualche ora fa, quando ho pensato a qualche riga di omaggio a una delle importanti fonti letterarie del mio piccolo Che gatti.
Doris somiglia in maniera straordinaria a mia nonna, stessa età, stesso anno della morte.
Nel ricordo radiofonico di Laura Lilli, la giornalista de La Repubblica che l'ha conosciuta molti anni fa, la grande scrittrice nata in Iran e cresciuta in Zimbawe negli anni in cui la Gran Bretagna era ancora un impero, Doris appare stravagante e appuntita. E insieme molto libera. Doveva essere davvero un grande personaggio. Come mia nonna, che non ha studiato né, credo, abbia mai letto o scritto nulla nella sua vita, ma era dotata di una verve veramente straordinaria. Alcune sue battute mi rimarranno impresse per sempre nella memoria. Anche quelle rivolte a me, tra l'altro, non tutte accolte con la nonchalance che sto mostrando adesso. Di mia nonna ho anche varie foto, ma preferirei non mostrarle adesso.
Mi limito a ritrovarla nello sguardo vispo di Doris e in quel nasino un po' all'insù che conferisce anche a me un'aria non troppo mediterranea.
Pubblico, invece, uno scatto fatto con il mio cellulare, giusto per celebrare quel poco della sua produzione letteraria che conosco:

 

Le storie raccolte in questo libro, pubblicato in quella edizione negli anni Ottanta (appartiene a mia sorella: l'ho ripescato nella libreria di famiglia, piena di notevoli gioielli che meriterebbero di essere riaperti, prima o poi), parlano anche di gatti uccisi (interessantissimo l'approfondimento del Corriere.it  ) e di gatti non troppo felici. A conquistarmi è stato proprio il tono naturale, schietto e sincero dei suoi ricordi, come dovrebbe essere sempre quando si ama sul serio qualcuno o qualcosa.
E Doris ha amato molto i felini, senza farsene schiavizzare, senza snaturarli. Almeno non troppo.
Anche perché, da quel che ho capito, era così anti-convenzionale che non avrebbe mai accettato di diventare una testimonial animalista, nel senso più fanatico del termine.
E insomma, meno male che ti ho almeno incrociata.
Pian piano andrò alla scoperta del resto (e che resto) delle tue opere.
Dovunque tu sia ora, dovunque voi siate, tu e mia nonna, anzi, grazie.

lunedì 11 novembre 2013

PepeLab, #comedicosono e #Chegatti: una questione di karma!

Ci sono quelli che credono al karma e comincio a pensare che abbiano ragione.
Diversamente, non saprei spiegare come ci sono finita in lettera/101, il libricino celeste profilato di bianco stampato da Toni di Grigio, un'agenzia di comunicazione marchigiana, che ha dato vita al laboratorio creativo PepeLab, a sua volta organizzatore del workshop Professione creatività 2 (#PC2, in gergo twitteriano) al quale ho preso parte lo scorso giovedì ad Ancona.
Sembra uno scioglilingua malscritto, ma così stanno le cose, anzi la vita. Un cerchio nell'altro.
La mia gatta è grigia. Per la precisione ha tutti i "toni di grigio" illustrati dall'agenzia dispensatrice di tanta professionalità creativa. Di PepeLab, sottotitolo "sapore alle idee", sono venuta a sapere a Senigallia, durante il festival internazionale del Self Publishing (detto #ISPF2013, in gergo twitteriano/2). Il loro stand era a pochi banchi da quello di Elp design, la cui titolare, Maria Loreta Pagnani, ormai è noto, è la grafica del mio libro, da quest'ultima trasformato in #chegatti (e tre!).
E insomma, ho partecipato al giochino #comedicosono proposto dai pepati marchigiani con la frase, che bisognava scrivere obbligatoriamente a macchina, e il disegnuccio che riporto sotto in fotografia.
Mancavano le chele di cui parlo nella frase, ma credo che non avrei vinto comunque: i due prescelti hanno dato prova di una maggiore creatività, bisogna dirlo per amore di fair play.
I pepati, però, furbamente, mi hanno mandato l'invito ai workshop e al pomeriggio con i blogger "di successo" e devo ammettere che hanno fatto proprio bene.
A che cerchio sto adesso? E chi lo sa.
Intanto beccatevi la foto appena appena costruita:


La frase non si legge?
Ve la riscrivo. Ehm... "vi guido e vi proteggo felinamente, ma occhio alle chele".
Manca giusto la chiosa finale.
Silvia Seracini, l'organizzatrice di Storie da Biblioteca, il concorso di scrittura e fotografia da me molto amato, ha giustamente notato che la mia frase è stata la 101esima, lo stesso numero reso tanto famoso dal cartoon Disney incentrato sui dalmata... dai gatti ai cani, insomma!
E poi non venitemi a dire che il karma non c'entra.

mercoledì 30 ottobre 2013

Che gatti su Agorà di Cult: grazie a Silvano Bicocchi!

Meno male che ogni tanto controllo i post pubblicati dagli altri. E poi dicono che i blogger sono autoreferenziali... Sia come sia, non mi resta che ringraziare Silvano Bicocchi e il blog Agorà di Cult che cura per la Federazione italiana associazioni fotografiche, nonché mio prezioso tutor di Minime Storie, per il post su... di me! E soprattutto sul mio libro Che gatti.
Che altro aggiungere? Spero di intercettare nuovi curiosi in un mondo che continuo a osservare da una certa distanza. Come forse ho già scritto (ma sicuro!!), non mi ritengo una fotografa, ma una persona che utilizza anche la fotografia per raccontare qualcosa. Mi preme, insomma, il fine più del mezzo. Anche se, lo ammetto, senza scattare almeno qualche click proprio non ci so stare. Sotto un paio degli ultimi, con il telefonino-cordone ombelicale:

 

Grazie al Bipede e ai nostri preziosi compagni di vita. E, naturalmente, ad maiora!

martedì 29 ottobre 2013

Benvenuti a Elp Design, lo studio creativo... al femminile!

Prima di "dire arrivederci al 2014" al Festival del Self Publishing di Senigallia, volevo pubblicare giusto qualche altro scatto, stavolta preso con il mio non troppo tecnologico smartphone, allo studio nel quale è nato il mio libro.
Sto parlando di Elp Design di Maria Loreta Pagnani, messo su più o meno in contemporanea con il progetto Che gatti.
Solo da poco, infatti, sul portone di via Arsilli 37, è comparsa la targhetta trasparente e colorata con il logo ideato dalla mente (e mano!) felice della grafica arceviana-sassoferratese.
Ho apprezzato davvero molto, peraltro, il modo in cui la medesima aveva addobbato l'ingresso, in vista dell'importante evento senigalliese.
Mi ha anzi proprio sorpreso con la sua locandina gigante (io ne avevo stampate di così piccine l'estate scorsa) sovrastata dal logo #ISPF2013. Si vede proprio che ha studiato!
Ma stop alle ciance: sotto seguono le mie foto un tantino fluorescenti.
L'ultima è stata scattata durante l'allestimento fortuito e fortunato del nostro congiunto banchetto al Foro Annonario: a destra, in nero, il logo che la mia amica porta sempre con sé, un po' come il nanetto giramondo di Amelie.
Nel terzo scatto, invece, si intravede anche Romina Vesprini, l'amica ritrovata da Maria Loreta proprio nel fine settimana più esaltante del 2013... lietissima di aver conosciuto anche lei.
W le donne e la creatività :-)





a.m.!! ;-)

lunedì 21 ottobre 2013

Cronache dall'#ISPF2013: alla scoperta di Che gatti... in bicicletta!

Arturo, Toby, Guendalina, William e Charlie: sono solo alcuni dei gatti e dei cani che allietano la vita dei loro compagni a due zampe incontrati a Senigallia durante il primo Festival internazionale del Selfpublishing, twitteristicamente noto come #ISPF2013.
Di altri ricordo solo i musetti irresistibili e qualche zampa multi-striata: quasi tutte le persone che si avvicinano per guardare il mio libro (mi è successo lo stesso anche a Fermo, la scorsa estate), a un certo punto mi mostrano il "loro" quattrozampe direttamente dal cellulare.
In certi casi, tirano fuori il telefono prima ancora di sfogliarlo. Quasi tutti, poi, si lasciano andare agli aneddoti, qualcuno confessa di essere ancora in lutto, qualcuno mi parla di legami indissolubili, qualcun altro delle spese (tutte assolutamente dovute) per crocchette, giochini e lettiere e qualcun altro di teppismi vari (tutti assolutamente perdonati).
Il popolo dei gattari e canari, insomma, è nutrito e vario, ma al contempo accomunato da una dolcezza più o meno manifesta che ti alleggerisce lo spirito.
Grazie, veramente, a tutte le persone che mi hanno dedicato il loro tempo e anche a quelle che mi hanno lanciato anche solo un sorriso.
Per darvi un'idea del mio stato d'animo, osservate la foto sotto:


Fermate un attimo gli occhi sul ciclista in nero: chi avrebbe mai detto che la tenuta da due ruote potesse essere utile anche al trasporto di Che gatti? Sopra il ciclista in rosso, un pezzetto del logo di Elp Design, lo studio grafico della mia amica e compagna di avventura, Maria Loreta Pagnani, sullo sfondo, giusto dietro i simpatici sportivi.
W Senigallia e il gruppo di Narcissus!
:-)

giovedì 17 ottobre 2013

Sul Selfpublishing e sul libro come opera collettiva

Detto da una persona che si è appena autoprodotta un libro, può sembrare alquanto strano. E invece, a legger bene, ho fatto esattamente come ha suggerito Michele Smargiassi sul suo blog Fotocrazia, per cui, sì, ora che ho letto il suo post che mi faceva tremare solo al titolo (Io ballo da solo), posso dirlo: ho utilizzato il workshop e i suggerimenti di Daniele Cinciripini e di Maria Loreta Pagnani in particolare (in seconda battuta anche quelli di Demetrio Mancini, che però non se l'è sentita di darmi una mano a far diventare il mio Che gatti un vero e proprio libro), per dare vita a una specie di film, fatto cioè di tanti coautori.
Se penso alla quantità di foto che avevo selezionato all'inizio del mio viaggio pre-editoriale, per esempio, comprendo quanto dice il giornalista de La Repubblica a proposito dei fotografi editori di se stessi. Sono assolutamente convinta del fatto che non possiamo saper fare tutto.
Io, per dire, di grafica non so quasi nulla, se non quello che ho imparato frequentando le redazioni e leggendo libri e giornali. Posso invece sentirmi sicura (mai del tutto: chi lo è in genere non ha molto da dare) di quello che scrivo e delle idee che passano sotto le mie dita, soprattutto quando scrivo e anche (molto meno: non sono una fotografa professionista) quando scatto.
Perciò bando alle chiacchiere e alle insicurezze: come già scritto nel precedente post, domenica mattina presenterò il mio libro durante il Festival del Selfpublishing di Senigallia e osserverò (lo spero proprio: altrimenti farò un monologo in solitaria, come i poeti di strada di Londra!) le reazioni di chi verrà ad ascoltarmi.
Resto infatti dell'idea che un lavoro nel quale abbiamo creduto (e non poco) vada comunque condiviso. E poi lo scrive anche Smargiassi: a volte l'autoproduzione permette di mettersi una buona volta in gioco, in barba ai frustranti "le faremo sapere" collezionati anche dai talenti eccezionali (e giuro: non sto parlando di me).
Giusto a inizio ottobre, tra l'altro, ho partecipato al workshop di Christian Caujolle sul mestiere del photoeditor, durante il Festival di Internazionale a Ferrara: l'ho scelto più che altro per la curiosità di sentir parlare uno dei più importanti professionisti del settore. Manco a farlo apposta, il critico francese ha citato la stessa fotografa di cui parla Smargiassi, ossia Cristina De Middel, autrice che si è fatta strada con l'autoproduzione, oggi stra-pagata grazie alle vendite via Amazon.
Insomma: non esiste un'unica via per chi abbia voglia, urgenza o semplice brama onanistica (rubo l'aggettivo usato dal giornalista nel suo post) di vedersi stampato.
Resta però vera la distinzione tra un prodotto destinato a circolare tra pochi intimi e un altro rivolto a un pubblico un pochino più ampio. Come e chi decide se qualcosa sia realizzato per il primo o per il secondo scopo non è sempre frutto di una precisa scelta dell'autore. Ci sono persone bravissime che non comprendono il valore di quello che fanno e altre così così che si buttano e magari hanno anche fortuna.
Venendo alla sottoscritta, ho voluto esplorare una nuova strada, tutto qua.
Indipendentemente da come andrà a finire, sono contenta di averlo fatto.
Perciò... ad maiora!
:-)

lunedì 14 ottobre 2013

Che... quarto d'ora di gloria all'International SelfPublishing di Senigallia!

Ed eccoci quasi arrivati al debutto ufficiale... Oddio, di debutti, ormai, Che gatti ne ha fatti parecchi, qui sul blog, sulla pagina Facebook, al mercatino estivo di Fermo. Eppure... eppure non ho ancora organizzato una presentazione vera del mio libro in una sede appropriata, ossia tra altri libri e soprattutto tra altri autori.
Lo farò domenica mattina, alle 11.30, allo spazio Pickwick dell' International Selfpublishing Festival, organizzato per la prima volta (almeno così dicono fonti accreditate) in Italia a Senigallia, sabato 19 e domenica 20 ottobre. Ossia tra meno di una settimana!
So di questa iniziativa da molto tempo, ma fino a pochi giorni fa non avevo idea né di come si sarebbe articolata né che avrei avuto l'opportunità di parlare del mio libro in un quarto d'ora.
Adesso mi devo ingegnare a imbastire qualche frase attraente per il mio potenziale pubblico.
Ho voglia di farlo, eh, è solo che sto cercando di farmi venire qualche luminosa idea per risultare abbastanza convincente.
E insomma, sono in ballo e devo per forza ballare!
Ad maiora, of course.
Sotto una foto della copertina scattata di recente dal bipede Paolo:


Che tipi questi gatti! Lunga vita a tutti i nostri piccoli amici. :-)

giovedì 26 settembre 2013

My booktrailer in English... thank you to my English teachers!

My last post was so old, but life is always so complicated and it's not useful to think of my delays anymore. My italian friends are perhaps wondering why I'm writing in English. Well, here is the reason: I would like to thank my young English teachers for their very precious support. Without their help, it's a fact, I couldn't translate my little book in an appropriate way. Every not-mother tongue fellow knows it: a good translation is not only a question of right words, but it's a mixture of words, idiomatic expressions, phrasal verbs and so on. For an intermediate level like I am, it's definitely a very hard work.
So, I'm very glad to thank above all Adi, hoping to talk with her on tuesday to go on with the "main" book. But I desire to express my evaluation (stima? is it right, Jason?) for Jason and his exciting projetcs for the future. At last I say "thank you" to Michael, too, because of his very fast and intelligent work on my booktrailer.
Let me link it again with "our translation" below. When Adi's work and mine is ended, I'll be the happiest woman in the world, because of these interesting lessons with young people so far from me.
See you soon, dears :-)
Have nice days.




How can a friendship be born?

How can the love for the most elegant, four-legged creations in the world be cultivated?

To discover these different ways, open the book and be amazed.

... and smile a little too.
Chapter after chapter
you can enter the enchanted world of my cats.

Unique as all cats are.
Among the few beings graced with life, they are capable of changing yours
 for the better.
Seeing is believing.
Music composed by two-legged Paolo.
Many thanks to my feline-like project designer, Maria Loreta Pagnani

 
That's all, for the moment.
 
Ad maiora to all (it's latin, not English!)