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mercoledì 30 aprile 2014

#FERMOATTIVO, la rivincita del centro storico

Alla fine la pioggia è arrivata durante #FERMOATTIVO soltanto domenica pomeriggio (sto parlando dello scorso 27 aprile), ma è caduta così fine e soprattutto così dritta dal cielo che il mio manifesto è rimasto asciutto o quasi.
Grazie anzi al ragazzo che mi ha aiutato ad arrotolarlo e a legarlo come un'enorme pergamena: purtroppo non ricordo il suo nome, ma so che è uno che di solito si arrampica sugli alberi e non usa le scale (me l'ha detto mentre si arrampicava su quella gentilmente prestataci dalla pizzeria di piazzale Azzolino, stra-nota tra i fermani) e già solo per questo motivo mi ha fatto simpatia.

Grazie anche a Paolo Bazzani, l'artista che ha sottratto preziosi minuti all'allestimento del suo spazio per issare la mia foto gigante sulla serranda della ex merceria.
A proposito di quest'ultima, ricordo di averla frequentata in più di un'occasione per i miei rari (e maldestri) lavori di sartoria. C'era una bella atmosfera e chissà che un po' del calore che vi avevo avvertito non abbia portato fortuna alla composizione che ho pensato apposta per questa occasione.

In generale, chissà che i tanti negozi chiusi del centro storico e i troppi palazzi semi deserti non abbiano voluto proteggere protagonisti e visitatori della prima edizione della riuscita kermesse proprio perché grati di aver riportato un po' di vita nelle loro metaforiche vene.

Da parte mia, saluto tutti i partecipanti di #FERMOATTIVO con queste parole e con il breve video che troverete sotto:




Auguriamoci di conservare il più a lungo possibile il piacevole ricordo di queste giornate: che possa durare fino alla prossima occasione d'incontro.
Un giorno non troppo lontano...

giovedì 4 ottobre 2012

Nicola Zappalà e le mescolanze d'artista

Nicola Zappalà è uno che si fa notare, anche senza averne mai visto il sorriso cordiale. Per conoscerlo almeno un po', bastava infatti dare un'occhiata allo spazio allestito dall'artista ventinovenne a "Intanto", la mostra collettiva prossima ormai alla terza edizione nuovamente all'ex mercato coperto di Fermo. 
Avvicinandosi al suo "stand", posto nell'angolo più estremo del grande stanzone una volta adibito a ben altre esposizioni, la prima impressione che se ne poteva ricavare era di un grande caos, colorato e insieme accogliente come il viso di Nicola; prendendosi qualche minuto in più, se ne potevano cogliere i singoli dettagli, dalle fotografie accatastate su un tavolino, alle lampade ottenute dal riciclo di oggetti (fantastica l'abat jour-sneaker!) altrimenti destinati a tutt'altro, fino alle immagini appiccicate con la colla sulle pareti come manifesti pubblicitari.
Il tutto era illuminato con un faro dalla forte luce gialla, in tono con il vecchio divano piazzato in un angolo, contornato dalla selva di fotografie, a darci l'idea di essere piombati nel salotto-laboratorio dell'artista e non in un ex (gelidissimo!) mercato coperto.
Riguardando gli scatti che gli ho dedicato nei giorni dell'allestimento, mi sono resa conto che non ne ho una d'insieme, forse perché troppo attratta dal complesso lavorìo che ha permesso a Nicola (e a chi gli ha dato una mano...) di trasformare uno spazio vuoto e francamente pure un po' desolato nella riproposizione presumo il più possibile fedele del suo modo di fare arte.
A Nicola piacciono le contaminazioni e la fotografia analogica: gli studi artistici al "Preziotti" di Fermo gli hanno permesso di avvicinarsi a molteplici tecniche e le sue esperienze non solo creative gli hanno in più consentito di utilizzare al meglio anche la sua grande manualità (dovevate vederlo mentre dava la colla o armeggiava con i cavi della luce!), decisamente invidiabile in un periodo storico che sembra averne dimenticato l'importanza. 
Il suo spirito pratico, peraltro, l'ha portato anche a interessarsi di sviluppo e stampa fotografica, fino a diventarne insegnante a beneficio degli allievi che hanno partecipato ai corsi da lui tenuti nella sua ex scuola e nella sede di una contrada della città.
La condivisione delle proprie passioni sembra essere inoltre un'altra interessante caratteristica del giovane artista, che ha collaborato più volte anche con altri suoi pari, per esempio anche con Paolo Bazzani, di cui ho già scritto, ma anche con i due "Ciri", Maddaluno e Stajano, artisti noti non solo nell'ambiente fermano.
Fin qui il passato: ma adesso in che cosa è impegnato il nostro sorridente Nicola?
Con... Intanto 2012/2013, ma prima ancora con le rifiniture al suo nuovo studio, che sta sistemando in vicolo Torto, al civico numero 9 di Fermo. In questo luogo, ricollocherà anche la camera oscura che è disposto ad affittare a ore a chi "abbia voglia di stamparsi un rullino in bianco e nero da solo", come mi ha scritto.
Per il resto, le sue intenzioni sono sempre quelle: continuare a "mischiare le arti", seguitando a crescere e a mettersi in gioco. Un bel programma per il futuro prossimo, non c'è che dire.
Vi lascio quindi con le fotografie che ho scattato all'artista e al suo spazio ormai quasi un anno fa:













Lo spirito costruttivo e di apertura agli altri lo si percepisce tutto anche da questi scatti, non credete?
In tutti i modi, lo si vede di sicuro nel gesto compiuto dall'artista nei confronti del Comune, cui Nicola ha donato il suo altorilievo dedicato ad Amedeo Modigliani, realizzato durante un'estemporanea di cinque ore per l'edizione 2010 del Festival "Fermento", per giovani artisti. L'opera è ispirata al quadro di Modì che ritrae la sua musa-amante, intitolato Jeanne seduta su una sedia con porta arancione dietro. Da qualche mese la trasposizione in ferro di Zappalà è esposta nella sede dell'assessorato alla Cultura. Lo testimonia la foto della cerimonia di consegna inviatami dall'artista, che lo ritrae in compagnia dell'assessore Francesco Trasatti e Simone Galiè: 

A Nicola e ai suoi progetti presenti e futuri non resta che augurare (ovviamente): ad maiora!

martedì 10 aprile 2012

Paolo Bazzani e l'umanità enigmatica dei suoi manichini

Silenzioso come un gatto, Paolo Bazzani ha una personalità piuttosto stratificata.
Lo dimostrano i suoi enigmatici manichini, con cui crea installazioni mai rassicuranti.
Prima ancora di sapere chi fosse, l'ho incontrato spesso sulla via di casa mia: potenzialmente, sarebbe stato un perfetto protagonista di una delle mie "minime storie" delle origini, dato che lo vedevo spesso scendere o salire stringendo un libro in mano. Già solo per questo, insomma, mi aveva incuriosito e fatto simpatia.
Molto più tardi ho scoperto che Paolo è il nipote di Lugano Bazzani, un poeta di Porto San Giorgio scomparso qualche anno fa, apprezzato anche da Mario Luzi, di cui, effettivamente, ho avuto modo di leggere versi bellissimi. A lui l'artista avrebbe dedicato anche un lavoro, che conto di farmi mostrare.
Qui vi lascio con l'installazione tuttora visibile all'ex mercato coperto di Fermo, dedicata alle stragi compiute giusto vent'anni fa a Sarajevo:





Nell'ultima foto si legge l'impietoso giudizio di uno dei più efferati criminali di guerra della storia del Novecento sulle vittime civili, colpevoli solo di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato.
L'allestimento dedicato al ventennale dell'assedio a Sarajevo terminerà il 15 aprile prossimo (dico questo a beneficio dei lettori che abitano in zona).
Oltre all'installazione di Paolo Bazzani, sono esposti lavori di altri artisti locali (in prevalenza si tratta di quadri realizzati da un piccolo estratto dei protagonisti di "Intanto", la mostra collettiva natalizia cui sto dedicando una parte dei post di questo blog in vista di un lavoro di foto-racconto più dettagliato sugli artisti di Fermo e dintorni) nonché una ricca collezione di immagini e video sui luoghi del sanguinoso conflitto nella ex Jugoslavia.
In basso, eccovi un primo piano di Bazzani, mentre scaricava dall'auto i pezzi della sua installazione di Natale:


E qui mentre sistema i manichini al di fuori dell'ex mercato coperto: 


Quando l'ho scattata, non immaginavo che si sarebbe ingenerata così tanta confusione tra gli umani e i manichini; ma, avendolo conosciuto un pochino, presumo che la mescolanza uomo-automa non gli dispiaccia.
In attesa di risentirlo e farmi raccontare meglio come prosegue la sua vita artistica, lo ringrazio di cuore... anche per la bella maglietta ideata per "Intanto" che sto usando in palestra!