Giusto a fine estate, ricevo una sorpresa graditissima.
Riassumo i fatti.
Il mio carissimo amico Paolo Ferrario ha comprato a inizio estate cinque copie di Che gatti, con l'idea di farne dono a chi fosse venuto a trovarlo nella sua bella casa sul lago di Como.
Tra i destinatari c'era anche Terry, una ragazzina figlia di amici.
E Terry ha voluto ricompensarli del regalo con un gesto bellissimo.
Si tratta di un disegno, che nella sua perfezione coglie, meglio di qualsiasi fotografia, la vera essenza della gatta grigia. Eccovelo qui sotto:
Bellissimo, vero? Anche per chi non conosce ancora (colmate subito la lacuna acquistando il mio libro, forza!) la mini-teppa gatta grigia, lo sguardo allucinato e il mento appuntito così ben riprodotti dalla giovanissima disegnatrice potranno aiutarvi a capire che razza di carattere abbia.
Prima, per dire, guardava intensamente la lavatrice in moto, quasi volesse coglierne la segreta meccanica.
Non si può dire che sia una bella gatta, in definitiva, ma la sua personalità, che passa soprattutto da questi occhi quasi mai quieti, la rende incredibilmente affascinante. E buffa.
Non mi resta che ringraziare ancora una volta la piccola autrice per l'omaggio alla mini-teppa e il mio amico Paolo per tutto.
A tutti noi ad maiora (detto più che mai appropriato in questo periodo dell'anno).
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sabato 31 agosto 2013
sabato 5 gennaio 2013
Che gatti... che recensione!!
Lo so: le recensioni di chi ti vuole bene e ti stima (almeno credo!) sono sempre un po' di parte, però la generosità con cui è stato accolto Che gatti da parte dei miei carissimi amici Paolo Ferrario e Luciana Quaia (beh, lei on mi ha ancora detto nulla, ma spero che l'abbia gradito almeno un po'!) meritava un rilancio anche su questo spazio.
Vi riporto giusto alcune parole che Paolo mi ha dedicato sul suo Tracce e Sentieri, il blog "galeotto" della nostra ormai consolidata amicizia:
Vi riporto giusto alcune parole che Paolo mi ha dedicato sul suo Tracce e Sentieri, il blog "galeotto" della nostra ormai consolidata amicizia:
Sfogliando il libro di Alessandra Cicalini CHE GATTI, leggendone i testi e guardando le fotografie del gatto Nino e della gatta Bice ritrovo, come se le distanze geografiche fossero annullate (io sul lago di Como, lei a Fermo nel centro Italia), le stesse e precise sensazioni provate negli ultimi venti anni, cioè da quando Fulvia partorì nel nostro giardino i suoi cinque piccoli:
Le emozioni del primo incontro.
L’osservazione dei loro comportamenti
I lunghissimi sonni (e tuttavia la loro vigilanza anche se le palpebre sembrano chiuse)
I giochi autoreferenziali.
Oltretutto, del ritorno dei gatti nella mia vita e in quella del Bipede Paolo con cui ho aperto il libro, sono complici anche i nostri amici comaschi: lo testimonia l'espressa citazione nella bio-bibliografia finale, accanto all'altra dedicata ai cognati Claudia e Massimo e ai loro magnifici felini Nerino e Camillone.
Che altro aggiungere?
Felinamente, adesso occorrerà che m'impegni per lanciarlo nel difficile mercato editoriale: proprio in questi giorni ho preso a studiare le varie strade oggi per fortuna offerte anche a chi non ha alcuna casa editrice alle spalle. Sono però solo agli inizi: occorrerà che mi ci dedichi con la dovuta attenzione.
Vi lascio con qualche immagine inedita dei nostri padroni a quattrozampe:
| Foto del Bipede Paolo |
E chissà che non si possa fare un Che gatti/2!
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