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venerdì 2 dicembre 2011

Primo bilancio in corso d'opera

Credo di essere ormai più o meno a metà del mio percorso verso la Itaca di Giovanni Marrozzini.
E' giunto il tempo, perciò, di stilare un mini-bilancio (o di tirare le somme, per restare nell'ambito delle frasi fatte):
1) ho scoperto di essere molto più capace di quanto immaginassi di fermare le persone e di convincerle a farsi fotografare;
2) "i fermani, se ti adottano, ti adottano per sempre", stando a quanto mi ha detto una fotografanda, inserita recentemente nella lista dei fotografabili; si tratta di un grandissimo volto su una complessa personalità, però assai più dolce di quanto immaginassi;
3) "l'ospedale aiuta la chiesa", ma se chiude il primo, sono "uccelli per diabetici" (o qualcosa del genere): la prima parte della frase non è mia, la seconda lo è più o meno. Il senso? Chi ha sofferto la fame, sa che cosa significa trovarsi in un guado. Poi, c'è chi se ne frega e gira lo sguardo e chi aiuta. A me è capitato di incontrare il secondo tipo di persona, semplicemente girando e parlando. Sono doni rari che ti lasciano senza parole. Se riuscissi a rendere questo insegnamento in una delle mie Minime Storie ne sarò orgogliosissima;
4) mi piace immensamente fare foto: quando scatto, non sento più niente, né fame né sete né ansia. E' bellissimo. Non so se si vede da questi scatti:

Insomma, non mi resta che andare avanti... Sentirmi dire che sono "incredibile" dal mio tutor mi ha dato (non lo nascondo) una certa energia. Speriamo di saperla mettere a frutto. Anzi, non vedo l'ora di farlo.

giovedì 1 dicembre 2011

Omaggio a Tigre

Il pretesto per fotografare Gianfranco e la sua bella famiglia (la moglie è una Regina di nome e di fatto!) è stato un gatto, oggi molto anziano.
Ai tempi del set fotografico che gli ha dedicato Mario Dondero, Tigre era un giovanotto, dal pelo lucido e lo sguardo buono. Appartiene a un suo vecchio amico, altro potenziale fotografabile, per me (ma staremo a vedere).
Ho avuto il privilegio di vedere gli scatti di Mario. Fotografare le foto è sempre un rischio, oltre che un semi-furto. Mi arrogo però il diritto di mostrarle giusto perché sono stata io a disporle in questo modo:



Nell'angolo in basso a sinistra della terza foto c'è un altro gattino di cui nel bar ignorano la provenienza. Simboleggia però molto bene il ciclo della vita.
Se Tigre non dovesse più essere tra noi - e benché abbia deciso che non finirà tra le mie Minime Storie "ufficiali" - sappia di essere stato molto amato. Anche da chi l'ha conosciuto solo in foto.