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sabato 25 maggio 2013

Che Gatti... dalla stampa digitale a una vera tipografia!!

Non so se s'era capito, ma io amo i gatti. I miei, innanzitutto, ma in generale tutti i felini. Sono stata perciò molto contenta di essere accolta ieri dall'ennesimo quattrozampe baffuto che transitava miagolando nel cortile antistante la tipografia "La Nuova Stampa" di Offida (Ap), che sta pubblicando proprio in queste ore le prime (aiuto!) mille copie di Che gatti, il libro nato grazie al workshop sull'autoproduzione del libro fotografico di Daniele Cinciripini e Demetrio Mancini, di cui ormai ricorre l'anniversario (e più!).
Lo confesso: ero, sono ancora, molto elettrizzata per quest'avventura che ha coinvolto anche Maria Loreta Pagnani, la grafica che ho conosciuto durante la fondamentale esperienza formativa, grazie alla quale, come ho ripetuto più volte anche su questo spazio, i miei scatti disordinati hanno preso una forma pulita e a mio avviso perfettamente adeguata allo spirito con cui avevo concepito il piccolo libro.
E adesso? Adesso comincia il bello, ossia la promozione, un mondo per me quasi del tutto oscuro, sia perché, di natura, non sono portata a farmi pubblicità (semmai vorrei nascondermi sotto le coperte come fanno i protagonisti del mio lavoro, gli adorati Bice e Nino, ogni volta che arriva un estraneo a turbare la loro privacy) sia perché so che sarà dura farsi largo in un mercato editoriale oberato di prodotti oltre che affannato da una crisi davvero epocale.
Comunque andrà, in ogni caso, so che ne è valsa la pena: non si può (almeno io non posso) vivere senza qualche idea creativa in testa e  senza quella tensione che te le fa mettere in pratica, profitto o non profitto materiale che possa derivarne.
Quindi? Grazie al gentilissimo Fabio della tipografia, per la pazienza con cui ha dato retta a tutte le nostre richieste, a Matteo per la sua professionalità (e per il comune amore per i felini) e agli altri tipografi che abbiamo visto all'opera. Grazie ancora a Maria Loreta per il puntiglioso lavoro di progettazione (e revisione!). Grazie a Maddalena Blandino per il supporto psicologico e pratico durante le prove colore (e in molte altre occasioni!). E, ovviamente, grazie ai miei mici (compreso il Bipede-gatto Paolo) e a quelli futuri che incontrerò (di sicuro!) nella mia vita.
Sotto alcuni momenti della stampa, compresi due brevissimi video:












 
Che cosa manca? Il solito ad maiora, naturalmente! In questo caso, più appropriato che mai!
Fatemi l'in bocca al lupo...

venerdì 21 settembre 2012

Dopo lo scalpo, Daniele dice sì a "Che gatti"!

Alla fine Daniele ha detto sì!
Come promesso, Maria Loreta Pagnani, la grafica che ha curato l'impaginazione di Che gatti, è riuscita ad attuare le limature (altro che limature: è stato un vero e proprio scalpo delle fotografie originarie!) del nostro libro in tempo utile per la sua trasformazione in maquette da presentare a Bibbiena come esempio di possibile autoproduzione di libro fotografico.
E Daniele, che ora sta tornando dal Portogallo (a proposito: chissà come gli è andata!), ha dato l'ok alla nuova versione. In questo momento immagino che Maria Loreta sia alle prese con la stampa (anzi: le stampe, visto che la medesima gli darà anche il suo bellissimo lavoro composto di scatti presi con il suo I-phone) che gli consegnerà lungo la strada che lo condurrà in Toscana.
Il nostro rapporto creativo, però, non finisce con la maquette, ora dotata anche di una magnifica sovraccoperta. Mi resta infatti da riguardare i testi aggiungendo eventualmente qualche frase negli spazi bianchi lasciati dalla falciatura delle foto.
Ho comunque intenzione di non appesantirlo troppo con inutili parole. L'importante è che non siano ridondanti didascalie, ma solo un altro modo per conoscere il mondo di Bice e Nino e dei gatti in generale.
Ed eccovi la foto scelta per la copertina, che purtroppo non posso (forse perché non ne sono capace io...) pubblicare interamente:


Che cos'altro aggiungere? Indovinate un po'?
Ad maiora, ovviamente!

lunedì 10 settembre 2012

"Che gatti" a Bibbiena? Solo se lavoro per sottrazione!

Comunque vada a finire, l'esperienza di Print Yourself, il workshop sull'autoproduzione del libro fotografico ideato e condotto da Daniele Cinciripini e Demetrio Mancini, è stata bellissima e indimenticabile.
Adesso starà a me decidere se e cosa tagliare degli scatti mostrati ieri nell'ultimo (finale) incontro del ciclo di quattro partiti poche settimane dopo la grande nevicata di fine febbraio.
E se il tempo cronologico non sempre coincide con quello reale, in effetti a me sembra che siano trascorsi secoli dal primo approccio con la fotografia di Daniele e il suo metodo di insegnamento. Il merito (gliel'ho ripetuto anche ieri in auto) è di Demetrio, che ha pensato in calcio d'angolo d'invitarmi alla presentazione del workshop nella sede del Fotoclub di Fermo, lo stesso luogo (da me non proprio amatissimo, lo confesso... è troppo scomodo! Ma la scomodità spesso porta a una maggiore concentrazione, questo è certo!) in cui ho conosciuto Giovanni Marrozzini e la sua Itaca.
E adesso? Prima di tutto devo finire di rielaborare le emozioni della giornata di ieri e poi sì, buttarmi sulla bozza che ha portato alla Fondazione Libero Bizzarri di San Benedetto del Tronto Maria Loreta Pagnani, artefice del miracoloso passaggio dall'ossatura scarna e disordinata del libro a un progetto grafico vero e proprio. Buttarmi a fare che cosa?
A tagliarlo un po'. Se dipendesse da alcuni dei partecipanti (capeggiati, anzi, direi proprio istigati da Daniele. Si scherza, eh) un bel po'.
Su questo non potrò mai essere d'accordo, visto l'obiettivo finale del mio lavoro: produrre un libro, per l'appunto, non solo fotografico e soprattutto non rivolto solo a fotografi. Perché durante i lunghi mesi intercorsi dalla nascita di questo spazio in poi (un anno, stavolta anche in senso cronologico) ho preso coscienza della mia doppia anima: paroliera (scribacchina) e fotografa, nel senso di amante della comunicazione attraverso le immagini. E' sempre stato così, ma con il passare dei giorni la frattura è diventata sempre più evidente. Al punto che sul tema del doppio, a dirla tutta, potrei proprio farci un lavoro... fotografico? Può essere.
E insomma, finiamola qua.
Vi lascio con scatti sparsi della giornata di ieri, fatti con la macchinina compatta che, vi dirò, mi dà un senso di libertà pari - probabilmente - a quello che prova Maria Loreta con il suo i-phone:

Giorgio Stella e la fotografia pulita, rigorosa e bella

Daniele Cinciripini, Demetrio Mancini e Raul Baldancioni
discutono della maquette del libro di quest'ultimo intitolato Era mio nonno

La copertina del libro di Toto, alias la grande Antonella  Renzi

Sullo sfondo il secondo volume della collana ideata da Giorgio, in primo piano uno dei libri che ha ispirato Che gatti

Daniele e Maria Loreta Pagnani alle prese con il suo Nonnulla, il progetto individuale sul quale ha lavorato in questi mesi, che ha preso (assai) forma

Daniele, Maria Loreta, Gianluca Tappatà e Tiziana Dossi (in piedi alle loro spalle), autrice del volume rosso che si intravede in primo piano, dal titolo  Stronzo, ma figo! , ispirato dalle reazioni collettive alle sue foto

Primula e lo scotch in uno dei volumi di Maria Loreta

Patrizia Malizia, la mia personale musa marchigiana-giapponese, Toto e Giorgio

Demetrio e il silenzio carico di significati
Approfitto del mio blog per ringraziare tutti, anche gli assenti alla giornata di ieri, augurando buona vita a ognuno di loro.
E adesso sotto ad asciugare Che gatti, del resto ancora piuttosto indecifrabili persino per me, come si vede dallo scatto qui sotto:


E come al solito: ad maiora!

lunedì 25 giugno 2012

Ideazione felice... grazie alla cucina di Daniele!

Il momento clou della terza giornata trascorsa con Daniele Cinciripini, Demetrio Mancini e i superstiti di Print Yourself, il workshop sull'autoproduzione del libro fotografico arrivato quasi alla conclusione, è stata la tappa nella cucina del nostro mentore sambenedettese, reduce da varie, intensissime, esperienze. Tracce del karma felice, personale e professionale, che sta accompagnando l'artista (ebbene sì) marchigiano (ma con un'infanzia abruzzese: buon sangue non mente...) erano evidenti nelle ciotoline ricolme di cereali, nel piatto di ciliegie che poi ci ha offerto e da altri piccoli dettagli della distesa colazione che aveva consumato al mattino. La luce del tardo pomeriggio, poi, tingeva d'oro un po' tutto, comprese le nostre facce inconsciamente ben disposte a non andarsene mai più. Dovevamo in effetti trattenerci appena un po', giusto il necessario per visionare il libro di William Klein su New York, allo scopo di constatarne tutti insieme l'impaginazione ardita, e invece siamo rimasti in piedi, attorno al tavolo con gli avanzi della colazione, per un tempo senza tempo. Giusto alla fine, è venuta fuori un'informazione che non avevo colto durante le ore precedenti e cioè che chi riesce a terminare il proprio lavoro, giungendo alla realizzazione di almeno una copia del libro fotografico nato dai quattro incontri del workshop, potrebbe partecipare a una mostra collettiva. Un dettaglio davvero fondamentale, direi, non tanto perché sia convinta della (per ora solo immaginaria) validità di "Che gatti" (il titolo prescelto per il mio libro) quanto perché saperlo mi dà la spinta per portarlo a termine, qualunque sia il risultato finale.
E quindi grazie, Daniele, per averci accolto nella tua bella casa: sono convinta che un po' della felicità che vi circola si trasmetta anche ai tuoi (vostri) ospiti temporanei.
E ora: sotto con la fase finale di ideazione. Non dico di più in merito perché devo pensarci su un po' meglio.
Per ora vi lascio con qualche scatto che Catia Panciera (grazie mille, carissima!) ha fatto con la mia Nikon alla sottoscritta mentre guardavo con Daniele le foto del mio lavoro, permettendogli di ridurle di almeno la metà (com'è giusto che sia):






Nell'ultima foto si vede anche la copertina delle stra-viste (da me!) Minime storie, che ho portato in sola visione (ahimè) non avendo altre copie... che mi sono arrivate giusto stamattina!
E d'altra parte, comincio a non poterne più di vedermelo intorno... è tempo di passare ad altro.
Perciò avanti e, come sempre, ad maiora!

mercoledì 30 maggio 2012

Bice e Nino, una possibile struttura per il libro... fermano-giapponese!

 E' arrivato il momento di darmi una scadenza, la cosiddetta deadline per i fissati con gli inglesismi manageriali.
Sto parlando del lavoro su Bice e Nino, i protagonisti del mio prossimo libro autoprodotto (ebbene sì). Nelle mie intenzioni stavolta vorrei usare la cucitura giapponese (e l'impaginazione relativa) tanto ben illustrata da Demetrio Mancini durante il secondo incontro del gruppo Print Yourself.
Per fortuna, ho ancora un po' di tempo, circa un mese (giorno meno...). Perciò sotto con l'organizzazione degli scatti già fatti, anche per capire di quanti ancora ne abbia bisogno per riempire i capitoli di "CHE GATTI" (il titolo probabile) da me ipotizzati poco fa. Eccoli:


PRIMI GIORNI

APPOSTAMENTI

SONNELLINI

GIOCHI

ABITUDINI

TEPPISMO

MANI


Sotto, pubblico un paio di scatti esemplificativi per ciascun capitolo, anche se poi non è detto che userò proprio i seguenti per il libro finale:

PRIMI GIORNI


Nino baby

Bice baby

APPOSTAMENTI

Caccia alle rondini

Che succede fuori?

SONNELLINI

Visto che cosa so fare?

Che stanchezza


GIOCHI


La pallina nell'acqua

Altro che Jane


ABITUDINI

Vi aspetto qua

Il mondo visto dal tostapane



TEPPISMI

Bagno libero, finalmente
Che sapore ha una mosca?


MANI

Impegnati, su

Eternamente grato

Più o meno l'ho immaginato così. Le didascalie, però, sono del tutto orientative.
Su alcuni scatti occorre (assolutamente) l'intervento di Lightroom.
Per il resto, non so se eliminerò del tutto le parole o se inserirò qualche frase.
Tutto dipenderà da quante foto alla fine entreranno a far parte del mio omaggio ai nostri padroni di casa. E di anima. Staremo a vedere.
Ad maiora!


mercoledì 2 maggio 2012

Bice, Nino e il no di Daniele al romanticismo!

Ed eccomi di nuovo qua, svuotata e (abbastanza) determinata a portare a termine il mio prossimo lavoro interamente autoprodotto (ma magari con qualche dritta in più su come si impagina!).
Proprio poco fa mi è arrivata la mia copia di "Minime storie" reimpaginata da me su Blurb e, come prevedevo, la resa dei colori non è sempre ottimale. In ogni caso, voglio ringraziare nuovamente Maddalena Blandino per le cartine e per la copertina.
Di seguito, invece, ripubblico la selezione delle foto dei nostri "padroni di casa" operata da Daniele Cinciripini sabato scorso, al secondo incontro del workshop sull'autoproduzione del libro fotografico, stavolta tenutosi nei locali della Fondazione Libero Bizzarri di San Benedetto del Tronto (mi sono dimenticata di scriverlo nello scorso post, perciò lo faccio adesso):
















Il senso della selezione operata da Daniele? Parlare dei gatti e del loro rapporto con la casa e (al limite) con noi.
Si tratta di una fondamentale indicazione di percorso possibile, peraltro non obbligatoria.
Daniele ci ha tenuto a precisare, infatti, che devo, dobbiamo un po' tutti, sentirci liberi di scattare come ci piace. Anche se... anche se le foto troppo romantiche non vanno bene!
E io, a dire il vero, sono d'accordo con lui, se con questo aggettivo si intende una visione troppo zuccherosa dei nostri gatti.
Sinceramente, non credo di essere portata per gli eccessi di smancerie, ma, essendo totalmente soggiogata da Bice e Nino, potrebbe anche darsi che le pratichi senza accorgermene!
Staremo a vedere.
Per il momento, come sempre, ad maiora!