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venerdì 15 giugno 2012

Fabrizio Zeppilli e la memoria... in fotografia

Per chi bazzica Fermo in occasione di qualche evento, dalla sfilata per l'Assunta, il 15 agosto, alla parata per il 4 novembre, è impossibile non far caso a un uomo un po' tondo, con occhiali e barba brizzolata impegnato a scattare come un matto, semi-nascosto dalla falda del suo largo cappello marrone.
Sto parlando di Fabrizio Zeppilli, navigato fotoreporter del Resto del Carlino, dotato di un sorriso sornione e di uno sguardo da falco. All'apparenza, sembra infatti che non stia davvero osservando la scena che ha deciso di immortalare e anche quando gli rivolgi la parola, dà sempre l'idea che sia lì quasi per caso. Tutto falso. Zeppilli SA, Zeppilli STUDIA, Zeppilli DOMINA la scena e scatta al momento giusto.
Me ne sono resa conto con chiarezza, dopo aver visto le fotografie che ha esposto lo scorso inverno all'ex mercato coperto. Quelle dedicate alla piazza, in particolare, restituiscono la placidità di qualche sabato o domenica mattina, le uniche giornate in cui, durante l'inverno, il centro storico si ripopola almeno un po'. In basso un primo ritratto del fotografo e i suoi scatti dedicati a due habituè di piazza, Vito e Rosalba, con i rispettivi compagni a quattrozampe:




Ancora di più mi hanno però colpito gli scatti in bianco e nero sul paesaggio, la dolce e crudele insieme distesa di colline che ho la fortuna di ammirare tutti i giorni dalle finestre di casa mia.
Preparandomi a scrivere questo breve post di presentazione, ho peraltro scoperto l'esistenza del sito internet di Fabrizio (linkato all'inizio), il cui motto è, di certo non a caso, "Fotografia è memoria". Sfogliandolo (metaforicamente), ho potuto apprezzare la sistematicità con la quale il fotografo ha organizzato i luoghi e i mesi dei suoi scatti, ritrovandovi anche quelli che ha esposto a "Intanto", comprensivi degli altrettanto evocativi testi del giornalista e scrittore (mio cognato... si resta in famiglia, ebbene sì!) Massimo Del Papa:



Che altro dire? Ah ecco: è stato proprio Zeppilli a suggerirmi una delle inquadrature del mio lavoro per il progetto ITAca. Mi riferisco al ritratto di Bibi Iacopini dal "balcone" di piazza del Popolo, usato per davvero - l'ho saputo giusto qualche giorno fa, alla presentazione del libro e dvd sul poeta Alvaro Valentini, cui, naturalmente, era presente anche il reporter con il suo immancabile copricapo - proprio per concionare le folle.
Approfitto quindi di queste righe per ringraziarlo ufficialmente. E mi riprometto, al mio ritorno da Bibbiena, luogo nel quale sto per recarmi proprio questo fine settimana, per la presentazione del lavoro di Giovanni Marrozzini e dei partecipanti ai suoi workshop selezionati per una pubblicazione ad hoc (che non vedo l'ora di vedere...), di passare dal Fotocineclub di Fermo, la seconda casa di Fabrizio e di molti altri fotografi locali che hanno fatto la storia (e continuano a farla) della fotografia nazionale.
Vi lascio con altri scatti rubati a Zeppilli, nei vari momenti in cui ho avuto occasione di incrociarlo nei freddi giorni dell'allestimento collettivo all'ex mercato coperto:





Concludo con una raccomandazione pronunciata dal Nostro, che suonava più o meno così: mai cestinare le foto, un giorno o l'altro potrebbero servirci. Hai proprio ragione: chi avrebbe mai pensato che mi sarei messa a scrivere degli artisti di Intanto mentre scattavo in quei giorni?
Quindi, doppio grazie. E alla prossima!

giovedì 22 dicembre 2011

Giuseppe Pende e i suoi ottanta gatti

Passo da via Perpenti piuttosto spesso. La percorro in prevalenza a piedi per andare dalla mia parrucchiera o per raggiungere la mia banca più velocemente. Ho sempre saputo che è una delle più antiche di Fermo (non a caso, da lì passa anche la sfilata in costume di Ferragosto, nel giorno della Cavalcata dell'Assunta, una tradizione antica - dicono qui - più del Palio di Siena, rinverdita solo negli anni Ottanta).
Eppure, non la conosco. Non so nulla (o quasi) dei palazzi storici che la percorrono a destra e a sinistra e dei sassi sul selciato, ben più di semplici sampietrini.
Oggi, però, ho fatto una scoperta meravigliosa.
In uno di quei palazzi è ospitato il museo permanente dedicato a Giuseppe Pende, pittore e molto di più scomparso nel 2001. L'anno è assai significativo per la sottoscritta per molte ragioni: la più importante? Ho conosciuto proprio allora il mio compagno di vita, il bipede Paolo di cui parlo nel mio profilo.
Ai tempi, però, non avrei mai immaginato di trasferirmi da queste parti. Ero proiettata verso la grande città, come molti con storie personali e professionali simili alla mia.
Giuseppe Pende era di origine pugliese: anche lui è dunque uno dei tanti transfughi capitati quasi per sbaglio in questo posto.
Per lui, Fermo era un paradiso, forse perché gli permetteva più che da altre parti di stare a stretto (strettissimo!) contatto con i suoi ottanta gatti.
Era anche uno sportivo e un grande amatore (ha avuto otto figli dalla sua ex modella e moglie Ida, colei che, credo, ha permesso la nascita dello spazio espositivo).
"Intanto" che continuo a lavorare all'ex mercato coperto, raccolgo perciò più informazioni possibili per i miei futuri scatti e per le mie future storie, a questo punto non so più se solo "minime".
Con il passare dei giorni, infatti, mi rendo sempre più conto che il mio progetto originario - nato con lo scopo di documentare la vita sull'angolo del centro storico che mi è più noto, ossia via Mazzini, piazza del Popolo e il Girfalco) - potrebbe allargarsi a dismisura proprio grazie alle notizie che vado via via raccogliendo dalle persone che sto conoscendo alla Collettiva natalizia di artisti.
So tuttavia che mi è stato dato un limite massimo per consegnare il lavoro, ma secondo alcuni sarebbe trattabile, perciò vediamo...
In ogni caso, niente m'impedisce di usare quel che non finirà nel progetto per Itaca altrove.
Di Giuseppe Pende, infine, preferisco non dire altro finché non sarò andata a visitare lo spazio che gli hanno dedicato.
Vi lascio con tre scatti fatti all'angolo tra via Recanati e via, giusto nel giorno della sfilata medievale:



Nell'ultima si vede il fotografo Fabrizio Zeppilli, che ormai incontro spessissimo nelle mie esplorazioni fotografiche... Neanche a farlo apposta, tra gli scatti che espone a "Intanto", ce ne sono un paio molto simili (come soggetti, non come resa tecnica!!!) alle mie... Mi sa che finirà per odiarmi! Lo dico simpaticamente, ovvio...
Insomma, proseguo. E aspetto con grande curiosità quel che scoprirò già domani nel gelido ex mercato coperto.